L’azzurro affronta per la quarta volta il tedesco, con cui ha sempre vinto. A 36 anni, Jan-Lennard è il più anziano tennista dell’Era Open a disputare i suoi primi quarti in uno Slam

Foto Ray Giubilo

Senza far rumore, Jan-Lennard Struff sigla una delle imprese più inaspettate di questo Wimbledon. A 36 anni, il tedesco, attuale n. 74 del mondo (ex n. 21), sfodera il suo miglior tennis e, con il ritiro di Hubert Hurkacz al quinto set del match di ottavi, diventa il più anziano giocatore nell’Era Open a raggiungere il suo primo quarto di finale in una prova dello Slam. Egli sarà dunque il prossimo avversario di Jannik Sinner, il quale si è imposto in tutti e tre i precedenti (tutti giocati nel 2024 e su tre superfici differenti): il secondo turno ad Indian Wells, gli ottavi a Montecarlo e i quarti ad Halle. Nelle tre sfide, Struff è riuscito a strappargli solamente un set sull’erba tedesca.

Anche se il tennista di Warstein ha dimostrato più volte di trovarsi a proprio agio sui manti erbosi, per lui sarà impresa assai ardua mettere in difficoltà il campione uscente. È vero che dall’alto dei suoi 193 centimetri, Struff è solito scaraventare servizi bombardieri e che, negli ultimi tempi, ha sviluppato un gioco molto più proprositivo rispetto al passato; tuttavia, gli manca costanza in fatto di rendimento in campo così come riscontra delle difficoltà negli spostamenti. Come detto, Jan-Lennard ha quasi sfiorato l’ingresso in Top 20 nel 2023, anno in cui ha disputato due finali, a Madrid e a Stoccarda; prima ancora, nel 2021, ne aveva raggiunta una a Munich. Proprio in Baviera, tre anni dopo, ‘Struffi’ (come viene chiamano dagli amici), riuscirà a rompere il ghiaccio e a conquistare il tanto agognato primo sigillo ATP, superando in finale Taylor Fritz.

Una carriera lunga, quella del tedesco ma, per anni, priva di un acuto che potesse consacrare i tanti anni di attività nel circuito nonostante, ad esempio, le quindici vittorie contro avversari Top 10; infatti, nel complesso, le performance di valore realizzate durante il corso degli ultimi otto anni non sono state così eclatanti da proiettarlo tra i  giocatori più competitivi ed attirare i riflettori su di sé. Ad esempio, nel 2018, diventa il primo tennista dell’Era Open a vincere l’incontro da 2 set a zero di svantaggio nel primo e nel secondo turno a Wimbledon (contro Mayer e Karlovic). Inoltre, nel 2023, al torneo di Madrid, Struff è il primo lucky loser a raggungere la finale di un Masters 1000 (dal 1990); grazie alla vittoria al torneo di Munich, nel 2024, è il terzo tennista più anziano dell’Era Open a conquistare il suo primo sigillo ATP. Infine, l’exploit di Wimbledon. “È semplicemente incredibile” ha commentato Struff, “a 36 anni, per la prima volta ai quarti di finale di uno Slam… Non si deve mai mollare!”.

Che non sia di natura arrendevole, il tedesco lo ha dimostrato anche quest’anno, nel suo percorso a Church Road. Infatti, ha superato in cinque set Baez e Nakashima, Medvedev in tre e Hurkarcz in quattro ma, l’aspetto più notevole di queste vittorie sono i sette tie-break vinti sui nove giocati: uno con l’argentino, tre contro il giapponese, due con il russo e uno con il polacco. C’è da chiedersi, ora, se riuscirà a recuperare sufficientemente le energie per la sfida con il n. 1 del mondo. Jannik ha faticato solamente al primo turno, vincendo al quinto con Kecmanovic; dopodiché, con Borges, Brooksby e Mochizuchi, si è imposto sempre in tre set, vincendo tutti e quattro i tie-break finora disputati.