Atto n. 12 tra l’azzurro e il serbo, con Jannik in vantaggio 6-5; è la loro terza sfida in semifinale a Church Road dopo una vittoria ciascuno. Sinner punta alla settima finale Slam e al bis a Londra. A 39 anni, Novak disputa la semifinale major n. 55, l’ottava consecutiva a Wimbledon e corre per la finale n. 39 in un torneo maggiore

Di fronte a Jannik Sinner, ancora lui, Novak Djokovic. Non ci sono parole per descrivere l’eccezionalità del campionissimo serbo che, a 39 anni suonati, si permette ancora di ambire alla supremazia in un Major, di “bacchettare” gli avversari più giovani e di approdare così alla quindicesima semifinale a Church Road, l’ottava di fila a Londra, la 55esima negli Slam tout court! Per lui si tratta, inoltre, della tredicesima semifinale Slam dal compimento dei 35 anni, il che gli permette di estendere il record di giocatore di 35 anni o più con il maggior numero di semifinali in un torneo maggiore nell’Era Open. E potremmo continuare all’infinito ad elencare i suoi primati, come infinita è la sua qualità di gioco e voglia di vincere…
La voglia, o meglio, la fame di vittorie e della competizione ai massimi livelli è il motore che fa muovere Novak Djokovic, una fame insaziabile che lo alimenta e divora al tempo stesso e che, da sempre, forse, è persino più intensa e totale di quella degli altri Fab Four (ad eccezion fatta di Nadal, forse). Così, il Djoker si ritrova di nuovo al cospetto di Jannik Sinner, per la dodicesima volta, dopo aver dato il colpo di grazia al malcapitato Auger-Aliassime (di ben 14 anni più giovane) in quello che è diventato il quarto di finale più lungo di Wimbledon, 5 ore e 15 minuti di lotta titanica conclusasi al tie-break del quinto set. Negli undici precedenti, Sinner è in vantaggio 6-5; si tratta del loro settimo incontro in una prova Slam e, dopo tre sfide a Wimbledon, questa è la loro terza semifinale. Negli scontri diretti londinesi, Djokovic è in vantaggio 2-1 (ha vinto il match dei quarti nel 2022 e la semifinale 2023, mentre Sinner si è aggiudicato la semifinale 2025); in generale, contro Nole, l’azzurro ha siglato una striscia vincente dalla partita di Coppa Davis 2023 alla semifinale di Church Road dell’anno scorso. Poi, nella semifinale dell’Australian Open 2026, arriva la svolta per il tennista di Belgrado che compie l’ennesimo exploit battendo Jannik al quinto set regalandosi la bellezza della 38esima finale major.
Qualora dovesse batterlo oggi, Nole estenderebbe ulteriormente il record a 39 finali Slam disputate (il secondo è Federer, a quota 31); sarebbe inoltre l’11esima finale a Londra (Roger detiene ancora il primato di 12 finali giocate all’All England Club), l’ottava negli Slam in generale dopo aver compiuto i 35 anni, il che gli permetterebbe di ampliare il record del tennista con il maggior numero di finali Slam dopo i 35 anni nell’Era Open (il secondo è Rosewall con 6 finali Slam giocate a 35 anni e più). Novak diventerebbe inoltre il secondo giocatore 39enne nell’Era Open a disputare una finale major dopo Rosewall. Il successo contro Jannik significherebbe la vittoria n. 108 sull’erba inglese (Roger è secondo con 105 match vinti in carriera a Wimbledon). Aggressivo, titanico e “accanito” come un lupo, Novak giunge alla sfida con Sinner dopo aver superato Wu (in quattro set), Tsitsipas (tre set), Rinderknech e Safiullin (quattro set) e Auger-Aliassime (cinque set). Un’usura, quella con il canadese, che ora Djokovic potrebbe pagare molto cara, nonostante i tre giorni di riposo.
Sinner, in tal senso, resta certamente il favorito. Lo sforzo prodotto in campo dal n. 1 del mondo è nettamente inferiore. Dopo un primo turno lottato e vinto al quinto con Kecmanovic, Jannik ha proseguito il cammino senza troppi problemi superando sempre in tre manche Borges, Brooksby, Mochizuchi e Struff. Il tennista della Val Pusteria è in corsa per rendere ancora più gloriosa la propria storia e quella del tennis italiano: la vittoria contro il serbo gli regalerebbe la seconda finale consecutiva a Wimbledon, il che gli permetterebbe di diventare il 18esimo tennista dell’Era Open a realizzare tale exploit. Alla sua decima semifinale Slam, Jannik punta inoltre alla settima finale in un torneo maggiore e ad un quinto titolo della categoria. Nel 2026, il n. 1 del mondo ha perso soltanto tre incontri: in semifinale in Australia, nei quarti a Doha e al secondo turno del Roland Garros. Giunto alla settimana n. 79 in vetta al ranking, Sinner manterrà la prima posizione in classifica qualunque sia l’esito del torneo. Le cose invece possono cambiare per Djokovic. Questi, attuale n. 8 del mondo, sale alla settima posizione con il raggiungimento della semifinale; qualora Novak approdasse in finale salirebbe al quinto posto e, con la conquista del titolo, diventerebbe il n. 4 del mondo.
Nonostante la striscia vincente nei Masters 1000, Sinner non ha ancora raggiunto l’ultimo atto di uno Slam dall’inizio della stagione e, certamente, la sfida con Djokovic avrà il sapore della rivincita per Jannik. “Ogni match è diverso e ha una propria storia” ha ammesso il n. 1 del mondo, “soprattutto sull’erba e basta avere una brutta giornata al servizio o non sentire bene la palla ed ecco che la partita diventa ancora più difficile”. Il servizio, appunto. Sarà certamente la chiave del match, grazie alla quale Jannik potrà costruire i suoi schemi d’attacco e, soprattutto, prevenire la controffensiva del Djoker il quale, dal canto suo, alimenta la propria forza con la fiducia in se stesso: “Sono arrivato qui più fresco rispetto al passato dopo una pausa di diversi mesi per la preparazione” ha detto Djokovic alla vigilia della sfida con Jannik, “ma ora ho realizzato un altro risultato storico in uno Slam, è ciò che conta di più per me e voglio provare a me stesso e agli altri che posso ancora competere con i migliori giocatori del mondo e batterli nei grandi tornei. È quello che ho fatto in Australia ed è quello che ho fatto qui”. Attenti al “lupo”, dunque.

