Il veterano svizzero non è mai stato tenero nei confronti di Jannik dopo la vicenda Clostebol

Ray Giubilo

Il modo in cui è stato gestito il caso doping relativo a Jannik Sinner ha generato un dibattito molto ampio negli ultimi mesi ed è destinato a rappresentare un precedente significativo in materia. Il numero 1 del mondo era stato avvisato della sua positività al Clostebol ad aprile dell’anno scorso, ma la notizia non era stata subito resa pubblica e l’azzurro aveva dovuto affrontare il successivo processo senza potersi confrontare con nessuno. Il mondo è venuto a conoscenza di questa vicenda soltanto in estate (subito dopo il Masters 1000 di Cincinnati), quando il 23enne di Sesto Pusteria è stato scagionato da tutte le accuse da un tribunale indipendente.

Sembrava che Jannik si fosse lasciato il peggio alle spalle dopo quel verdetto, fino alla sorprendente decisione di WADA di presentare appello contro la sentenza di assoluzione chiedendo una sospensione da uno a due anni. Il dibattimento dinnanzi al TAS di Losanna era stato fissato per metà aprile del 2025, ma ad inizio febbraio le parti hanno concluso un accordo che prevedeva tre mesi di sospensione per il 3 volte campione del Grande Slam (dal 9 febbraio al 4 maggio). Il 23enne di Sesto Pusteria ha quasi finito di scontare questo ban e tornerà in azione agli Internazionali BNL d’Italia all’inizio del prossimo mese.

Subito dopo l’annuncio dell’accordo tra Sinner e WADA, il veterano svizzero Stan Wawrinka aveva utilizzato parole molto dure sul suo profilo X lasciando intendere di non aver gradito quel ‘compromesso’. Interrogato nuovamente su questo argomento da ‘Eurosport Francia’, il 40enne elvetico ha spiegato nel dettaglio cosa non lo ha convinto di tutta quella vicenda: “Non mi è piaciuto il modo in cui è stata gestita e comunicata all’esterno. Non rendendo pubblica la notizia della sua positività, si è minata la credibilità dell’intero processo. La gestione dell’intera storia non ha fatto bene al nostro sport e ha lasciato aperti diversi interrogativi. Mi domando se il vero obiettivo sia scovare i giocatori che barano o se basta avere un buon avvocato per uscirne senza conseguenze.”