il doppista ha parlato delle sue ambizioni per il doppio

Bolelli e Vavassori

Photo © Ray Giubilo

PARIGI – Giornata di straordinari per Andrea Vavassori, che oggi ha conquistato un posto nei quarti di finale prima nel torneo di doppio maschile con Simone Bolelli e poi nel misto con Sara Errani. «A me piace competere, non ho problemi a dividermi tra i due tornei, anzi, più gioco e più mi sento bene. E poi conosco Sara e Simona da tanto, tra noi non c’è bisogno di particolari discorsi. Differenze? Sicuramente il doppio misto è molto più tattico, la testa conta davvero tanto. E quando servo devo stare attento di più, perché se lo perdo siamo nei guai…».

Nel misto l’impresa di oggi è stata davvero straordinaria, con Errani e Vavassori capaci di rimontare nel super tie break da 1-6 a 10-6. «Eravamo messi male, abbiamo cercato di farli giocare un po’ di più. Quando sul 6-3 Harrison ha sbagliato una volèe facile ci siamo detti “forse ci siamo”, poi Sara è stata molto intelligente in un paio di occasioni e ce l’abbiamo fatta». Non è mancato il servizio da sotto di Errani… «Ma io sulla sua seconda palla ormai mi piazzo sempre dietro, non resto più allo sbaraglio sotto rete. Però anche certi colleghi maschi hanno difficoltà a rispondere ai suoi servizi, non sono abituati». La rincorsa allo Slam nel doppio maschile non è un’ossessione («so che prima o poi arriverà, già la vittoria di Roma ha rappresentato un risultato storico a cui tenevamo molto»), mentre il rapporto con il singolare (ricordiamo una clamorosa vittoria in cinque set su Kecmanovic al Roland Garros di tre anni fa) si fa per necessità più rarefatto.

«Io credo di essere migliorato in assoluto molto, anche quest’anno ho battuto gente come Collignon, Tirante, Diallo. Però dividersi con il doppio, magari giocare un Challenger in singolare e poi spostarsi in doppio a un “1000” è sempre più impegnativo, ho anche il gomito destro da tenere sotto controllo senza spremerlo troppo. Non lascio il singolare ma devo fare sempre più spesso delle scelte intelligenti, sacrificando qualcosa». E poi c’è l’obiettivo Olimpiadi del 2028, da affrontare sempre in coppia con Bolelli e Errani. «Simone ha già detto che non ha nessuna intenzione di smettere, a Sara ho chiesto di ibernarsi, pensando a Los Angeles. Una con la sua testa non si trova facilmente». E se ne va, con il laccio del passi già pieno dei pin che regalano a ogni partita vinta e con una gran fame da soddisfare. «Con queste due partite in programma ho mangiato solo un po’ di riso. Questa sera mi sfondo…».