In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, Simone Vagnozzi spiega come ha costruito il rapporto con Darren Cahill nel lavoro quotidiano con Sinner

Foto di Felice Calabrò

Jannik Sinner prosegue nel suo lavoro in vista dell’esordio al Masters 1000 di Madrid, e sui campi della Caja Magica nella giornata di ieri si è rivisto anche Darren Cahill. Il coach australiano non era infatti presente nel torneo di Montecarlo, un’assenza in linea con una gestione interna del team che viene ormai portata avanti da qualche anno. E proprio il sodalizio sportivo tra Cahill e Simone Vagnozzi è proprio uno degli aspetti più importanti nel lavoro quotidiano svolto da Sinner sul campo.

Del rapporto con Cahill e della gestione del lavoro quotidiano ha parlato lo stesso Vagnozzi, in un’intervista concessa a Federica Cocchi su La Gazzetta dello Sport. Penso che si stato fondamentale che tra noi non ci sia mai stato un numero uno o numero due – racconta Vagno – Abbiamo capito dove lavorare ognuno nel proprio ambito. A volte, un po’ come nei matrimoni, è necessario fare un passo indietro per far funzionare le cose. Il mio ruolo? Sono il poliziotto cattivo, Darren è più allegro, quello che stempera le tensioni”. Vagnozzi e Cahill hanno iniziato a lavorare insieme nel lontano 2022 – con il coach australiano che subentrò a stagione in corso durante lo swing su erba – e nel corso degli anni si è creato un’incredibile sinergia, i cui risultati si riflettono anche nelle prestazioni in campo di Sinner. A Vagnozzi, infine, è stato chiesto se si vedrebbe mai nel box di un altro giocatore. “Al momento no, ma magari Jannik potrebbe aver voglia di cambiare prima o poi, di non sentirsi dire le cose sempre dalla stessa persona”.