La britannica lamenta una negligenza: adesso sta scontando una squalifica che scadrà nel 2028

La storia di Tara Moore e della sua squalifica per doping sembra dover andare avanti con una telenovela infinita. La tennista britannica sta scontando la sospensione di quattro anni che scadrà nel 2028. Moore era già stata sospesa in via cautelativa nel 2022 per la positività a due steroidi anabolizzanti, il nandrolone e il boldenone ravvisata in un torneo a Bogotà, per poi essere assolta da un tribunale indipendente nel 2023. Moore ha ricondotto queste positività alla carne contaminata consumata proprio in Sudamerica in occasione del torneo colombiano, e quindi di un’assunzione involontaria.
Moore ha deciso di intentare una causa da 20 milioni di dollari nei confronti della WTA per negligenza e indifferenza di fronte a questo caso. Si legge nel documento: “La WTA è rimasta in silenzio di fronte a un pericolo noto e specifico e ha scaricato la colpa della propria negligenza sulla vittima. Il tour possedeva conoscenze concrete e praticabili su un pericolo specifico e ben documentato di carne contaminata a Bogotá, in Colombia, eppure scelse di rimanere in silenzio, non avvertendo i suoi atleti di quel rischio“.

