Il tennista italiano ha parlato nella conferenza stampa dopo la sconfitta a Doha contro Jakub Mensik.

Sono quasi le due di notte a Doha, quando Jannik arriva in zona mista. «Vai pure tu avanti», dice a Mensik, abbracciandolo, e dopo la conferenza stampa si fermerà a firmare autografi e a concedere selfie ai fan che lo hanno aspettato a lungo. Un campione vero, Sinner, capace di accettare le sconfitte e non deludere gli spettatori: proprio come sapevano fare Federer e Nadal. Poi cerca anche di spiegarle, le sconfitte, anche se sono fresche e dolorose come quella di iera sera contro il talento ceco.
«Nel primo set Jakub ha servito davvero bene, quasi il 90% di prime – analizza – quindi era difficile rispondere. Nel terzo set ho avuto un momento difficile, ho commesso un paio di errori e sono un po’ deluso da come ho gestito quei momenti. Ma può succedere. Ora avrò un paio di giorni di riposo e poi ci sarà una settimana e mezza, due settimane per lavorare bene». Dopo la sconfitta con Djokovic in Australia, un’altra sconfitta inattesa. E un momento difficile?»
«Ho avuto due anni incredibili. Un piccolo calo non mi preoccupa. So che posso giocare un tennis migliore, ma allo stesso tempo Jakub oggi ha giocato benissimo, servendo davvero bene. Tutti abbiamo alti e bassi nel nostro lavoro, mettiamola così. Ovviamente in ogni torneo a cui partecipo vorrei arrivare il più lontano possibile, ma è normale attraversare momenti difficili. Ne ho avuti di peggiori in passato, quindi so come riprendermi».
Oggi forse hai pagato qualche momento poco lucido…
«Forse oggi ho fatto due o tre scelte sbagliate, non sono stato lucido in effetti. Ho iniziato male il terzo set, quello è stato il momento chiave. Sul 15-0 ho sbagliato un colpo facile, poi non ho servito molto bene. Lui ha giocato un ottimo tie-break, e anche lì, sul 4-3, avrei potuto fare un po’ meglio. Ma è facile parlarne dopo la partita. Comunque ripeto, sono tranquillo. So cosa devo fare per riprendermi. Sono momenti che devo superare, ci siamo passati tutti». Fisicamente stai bene? C’era molto umido…
«No, stavo bene. Non ho sofferto per l’umidità. Fisicamente sto lavorando, ho avuto qualche problema dopo l’Australia, ma ora mi sento di nuovo abbastanza bene. In Australia ero un po’ sotto tono, stavolta ho cercato di spingermi un po’ di più. Anche in questo devo ancora trovare un equilibrio, è un aspetto che può darmi molto in futuro».
Eri più arrabbiato in Australia che qui? «No, né in Australia né qui. Come ho detto sono momenti che bisogna superare. Tutti i giocatori faticano un po’ nella loro carriera, ma non direi neppure che sto facendo fatica. Ho perso un paio di partite, grandi partite, ed è stato fantastico farne parte. Devo sempre ricordare quello che ho fatto negli ultimi tre anni, vincendo così tante partite e perdendone poche. Ho la fiducia necessaria per giocare contro avversari di alto livello. Qual è il tuo obiettivo per il 2026?
«Ovviamente uno dei miei obiettivi più grandi è il Roland Garros. Ma la strada è ancora lunga. Ora giocherò Indian Wells, dove sono abituato a faticare un po’, vediamo cosa succederà. A Miami ho sempre giocato bene, poi, naturalmente, inizia la stagione sulla terra battuta. Ma non guarderei solo ai risultati, piuttosto a come sto giocando e migliorando. Sto cercando di aggiungere un paio di cose nuove, e bisogna continuare con il lavoro. Pian Piano. Sperando di essere pronto per il prossimo appuntamento».

