L’azzurro non vuole mettersi pressione e vive la gara nel Principato come un buon test in vista di Roma e soprattutto Parigi: “La partita è il miglior allenamento, importante avere subito un feedback per i prossimi impegni sulla terra”

Foto di Ray Giubilo

Sinner infrange la perfezione degli ultimi mesi e, contro Machac, concede il primo set in un Masters 1000 dopo 186 giorni. In un momento di defaillance fisica, vacilla nel secondo parziale perdendolo al tie-break, per poi chiudere l’incontro 6-1 6-7(3) 6-3. La prossima sfida sarà con Auger-Aliassime contro il quale ha vinto le ultime quattro sfide su sei scontri diretti. Nonostante il momento di difficoltà, dopo aver perso il secondo set, nei primi quattro giochi del terzo Jannik è riuscito ad aggiudicarsene tre sempre a zero, a dimostrazione che, anche nelle fasi più delicate, è capace di rafforzare la concentrazione ed alzare il livello: “Sono arrivato a Montecarlo con una preparazione relativa” ha dichiarato Sinner in conferenza stampa, “la prima partita è stata ottima mentre nella seconda ero un po’ in difficoltà. Quando ne ho avuto bisogno, ho cercato di metterci più energia, sull’1-1 nel terzo ho tentato di alzare il livello e ci sono riuscito. Alla fine, la cosa più importante era tentare di portare a casa la partita. Sono contento. Il mio malessere non è stato legato al caldo; ho fatto tante partite e tanti allenamenti, intensificandoli nelle giornate disponibili. Ora sono ai quarti e domani sarà un match molto ostico. Ma sono felice di mettermi in gioco, ogni giornata è diversa, so che ho la possibilità di alzare il livello anche se non è detto che riesca a farlo”.

Nei giorni scorsi, Alcaraz si è sbilanciato sulla questione del numero 1, ritenendosi quasi sicuro di dovergli cedere prossimamente lo scettro. Capita di “mettersi pressione” a vicenda sulla questione quando ci si incrocia negli allenamenti o nello spogliatoio? “Fa parte un po’ del gioco, sia io che lui siamo consapevoli della situazione e in realtà non c’è tanto da dire; ora sto disputando Montecarlo ma non giocherò la prossima settimana. L’anno scorso Carlos non ha giocato a Madrid e quindi è solo Montecarlo a fare un po’ la differenza. Non sto rincorrendo il n.1, altrimenti giocherei di più. Qui sto giocando perché sono a casa, perché la partita è il miglior allenamento ed è positivo avere subito un feedback sulla terra. La classifica in sé è secondaria in questo momento. I tornei più importanti saranno Parigi e Wimbledon, ma prima per me ci saranno Madrid e Roma”.

Dopo la vittoria contro Berrettini, Fonseca ha fatto una sorta di classifica dei migliori dritti del circuito. Cosa ne pensa Sinner, la condivide? “Ma cosa vuol dire il dritto migliore?” risponde Jan, “e su quale superficie? Non lo so, sicuramente un misto tra tutti i nomi citati è un buon dritto!