Le parole di Jannik Sinner nella conferenza stampa dopo la vittoria e l’accesso alla finale a Roma.

Sinner

Photo © Ray Giubilo

ROMA – Siiii, come ha scritto sulla telecamera a bordo campo subito dopo aver stretto la mano a Medvedev. Sinner ha vinto una complicatissima semifinale giocata in due giorni, dopo le tante sofferenze fisiche vissute ieri («non rispondo a questa domanda», quando gli è stato chiesto di specificare l’origine dei suoi problemi fisici) e domani proverà a riportare il Tricolore sul tetto degli Internazionali d’Italia, mezzo secolo dopo Adriano Panatta, già pronto a premiarlo.

«E’ stata una partita molto difficile e fisica (e per una volta siamo d’accordo, ndc), ieri non è stato facile, ho dovuto faticare tantissimo. Nel primo set ho giocato davvero bene poi la situazione si è complicata molto, per fortuna all’inizio del terzo set sono stato bravo a fare il break decisivo. Questa notte ho faticato a prendere sonno, ho dormito pochissimo, poi oggi con condizioni diverse mi sono sentito meglio, ho ritrovato l’energia necessaria, sono anche più esperto nel gestire certe situazioni, anche se non si può essere sempre al cento per cento. Sono felice di essere di nuovo in finale a Roma, per me è un torneo molto speciale. So che in tribuna ci sarà il Presidente Mattarella, l’ultima volta che l’ho incontrato (nel febbraio del 2024, al Quirinale, dopo la sua prima vittoria in Davis) ero molto nervoso, avevo dovuto fare un discorso…».

Jannik ha vinto oggi il suo 28° incontro di fila nel circuito, allungando a 33 la serie positiva da record nei tornei “1000”. Può vincere domani il 29° torneo della carriera, il quinto del 2026 (tutti Masters 1000) e allungare ancora in classifica su Alcaraz. Di fronte avrà Casper Ruud, numero 25 del ranking (già sicuro però di salire al 17°) che ha incontrato quattro volte, vincendo regolarmente senza perdere set. L’ultima sfida risale a un anno fa, nei quarti di finale di Roma e finì 6-0 6-1…

«Io giocherò più libero dopo la vittoria su Daniil, Casper sarà più riposato. Vedremo come finirà», un classico del verbo sinneriano. Chiusura sul Milan, di cui Jannik è tifoso. Gli chiedono di giudicare il comportamento recente dei rossoneri e la corsa a un posto in Champions, ma la risposta è come al solito asettica: «Io non faccio l’allenatore, speriamo che il Milan ce la faccia a qualificarsi».