Il tennista russo ha analizzato la sfida dopo la sconfitta contro Sinner. Tanti i temi trattati nella conferenza stampa.

Photo © Ray Giubilo
Il tennista russo Daniil Medvedev ha creato più di qualche problema a Jannik Sinner e ha tenuto testa al numero uno al mondo fino all’ultimo game con una due giorni di gara molto combattuta. L’atleta ha analizzato al meglio la sfida parlando in conferenza stampa con i giornalisti. Ecco le sue dichiarazioni, a partire dal match: “Ho provato in tutti i modi, e ho salvato un paio di match point sul mio servizio: sono contento del livello, deluso per la sconfitta in termini di fiducia. Ogni settimana è una settimana nuova, ritrovare questa condizione prima di Parigi è una buona cosa. Vediamo cosa porterà”.
Tornando a quella sorta di crampi avuti da Sinner nel match di ieri il russo ha commentato: “In realtà una soluzione ce l’avrei. Basterebbe permettere il trattamento medico anche per i crampi. Oggi, se hai un dolore vero o un problema da curare con un farmaco, puoi chiamare il fisio, per i crampi no. Capisco perfettamente la situazione, perché ovviamente, se cominci a tirare e magari, non lo so, dici di avere un piccolo dolore alla gamba, lo usi per prendere tempo. È una cosa che probabilmente ho fatto anche io in carriera. Però se il medical timeout fosse consentito anche per i crampi, non ci sarebbe alcun problema. Questa è la soluzione”.
Parlando dei problemi fisici che l’azzurro ha avuto in alcune sfide, anche contro Daniil, il russo è stato molto onesto: “Cerchiamo di non parlarne. Nello spogliatoio non guardiamo la partita e diciamo ‘guarda, ha la schiena messa male, andiamo a colpirlo lì’. Almeno io non l’ho mai fatto, non ne ho discusso con nessuno. È durissimo giocare contro di lui, per vincere un punto devi colpire tantissime palle, e io oggi ho provato a farlo. Non so se ci fosse qualcos’altro, ma gli scambi erano fisici, ed erano pesanti anche per me, e lui ha sofferto. È un po’ la stessa storia che vivevo con Novak Djokovic: tante volte anche Novak faceva fatica contro di me. Penso anche a Rafael Nadal, che pure ha sofferto fisicamente, ma era lo stesso copione, perché si gioca tantissime palle, ed è anche il modo in cui gioco io. Non credo ci sia altro. Lo capisco: se qualcuno è abbastanza bravo da reggere lo scambio da fondo con Jannik, perché non c’è altro modo per batterlo, finiranno per soffrire entrambi. L’abbiamo visto a Monte Carlo, dove anche lui ha faticato e ha vinto comunque: soffrire non è un problema per lui. Sono i lunghi scambi che affronti, ed è inevitabile che ne usciamo sfiniti tutti e due”.
Nella sfida contro Sinner Medvedev ha usato diversi drop shot, un colpo che non ha usato molto nel corso della sua carriera e l’atleta ha commentato: “Provo a usarne parecchi. È strano, perché quando non sei in giornata e dal fondo non ti funziona niente, ti dici ‘proviamoci con la palla corta’ e di solito vieni punito. Quando invece sei in giornata e i colpi girano, è divertente provarci. Contro Jannik sentivo che funzionava, ne ho giocati parecchi, alcuni punti li ho vinti, altri li ho persi, e lui ha fatto lo stesso. È un bel colpo, quando vinci il punto ti senti bene. Mi sta riuscendo bene in questo torneo”.
Infine riguardo la questione ranking: “Provo a fare del mio meglio. Penso che la Race la chiuderanno davanti i due che ho davanti, io provo a fare quello che posso e poi si vedrà. L’obiettivo, di sicuro, è esserci a Torino: l’anno scorso non c’ero stato, e prima ero in un periodo in cui giocavo bene, voglio tornarci. Si tratta di mantenere il livello che ho trovato a Madrid, dove ho giocato bene ma ho perso da Flavio Cobolli, che ha disputato una grande partita. Proverò a ripetermi a Parigi e poi sull’erba. Se finissi l’anno al numero tre sarei contentissimo, ma siamo lontani: Alexander Zverev sta giocando in modo incredibile, molto meglio di me come risultati, quindi sono felice di essere numero quattro per ora. Grazie”.

