La numero 1 del mondo ha dovuto rispondere ad una domanda provocatoria in conferenza stampa, dopo aver superato agevolmente il primo turno a Parigi

Foto di Ray Giubilo

Aryna Sabalenka non ha avuto problemi contro Jessica Bouzas Maneiro al primo turno del Roland Garros 2026. La numero 1 del mondo, che aveva accusato un piccolo problema fisico durante gli Internazionali BNL d’Italia, è sembrata in ottima forma e ha scagliato ben 29 winners nel corso del match. La campionessa bielorussa va a caccia del suo primo titolo Slam lontano dal cemento e ha raggiunto ben 12 semifinali negli ultimi 13 Major disputati. Se il suo livello crescerà gradualmente con il passare dei turni, la nativa di Minsk ha ottime chance di sollevare finalmente il trofeo a Parigi.

Visto che il suo debutto non ha regalato particolari spunti di interesse, la conferenza stampa di Aryna è stata incentrata soprattutto sulla sua scelta di indossare un outfit scuro e diversi gioielli nonostante le temperature elevate. “Mi piace mettermi alla prova” – ha risposto la numero 1 del seeding. “L’abito è leggerissimo, quasi non lo sento addosso. Nonostante sia scuro e sapevo che avrebbe fatto molto caldo, mi sono sentita perfettamente a mio agio. Lo stesso vale per i gioielli, non ne sento il peso, anche se posso immaginare come appaiano dall’esterno. Avrei voluto indossare una terza collana, ma ho pensato che fosse eccessiva e mi sono limitata a due” – ha aggiunto.

Ad un certo punto, un giornalista ha chiesto alla quattro volte vincitrice Slam se il fatto di ostentare gioielli costosi in campo non vada in contrasto con la protesta dei giocatori per l’aumento dei prize money. La risposta di Sabalenka non si è fatta attendere: “Non capisco proprio come sia possibile collegare queste due cose fra loro. Come ho già detto più volte, la questione dei montepremi non riguarda me personalmente. Si tratta di lottare soprattutto per le giocatrici di classifica inferiore, che faticano a sopravvivere nel mondo del tennis. Tutti sanno che io me la passo bene. La nostra battaglia è rivolta ai giocatori di seconda fascia, senza dimenticare coloro che tornano da lunghi infortuni. Vogliamo anche assicurare un futuro migliore alla prossima generazione di tennisti, quindi non si tratta di me.”