28 March 2013

Rovescio alla... Gasquet

Richard Gasquet, protagonista in questi giorni a Miami, fa scuola. La sua esecuzione di “sinistro” rasenta la perfezione: equilibrata, fluida, efficace. Tutto merito di un talento indiscusso. Tanto che persino una giocata a mezz’aria non ne scompone l’eleganza, come ci mostra la sequenza ... di MAX SARTORI

Rovescio alla... gasquet

di Max Sartori - foto Ray Giubilo

Per molti è il punto debole, il colpo che si gioca solo dall’angolo estremo, perché si è disposti a coprire anche trequarti di campo pur di “aggirare l’ostacolo”. Del gruppo non fa parte Gasquet, il cui rovescio a una mano è considerato, per portamento ed efficacia, uno dei migliori esempi al mondo. Un piacere per gli occhi che diventa dannazione per chi lo incontra, perché scorre rapido e impietoso. Il talento francese se ne serve sin dai primi scambi, cercando di sorprendere con una risposta lungolinea, uno stretto, cosa che in pochi possono permettersi. Gasquet, invece, ha fatto di queste varianti uno schema, che sfrutta abbondantemente e in tutta sicurezza, tanto che ormai è divenuto per lui un marchio di fabbrica. 

EQUILIBRIO... SOSPESO

Il rovescio illustrato nella sequenza è una risposta, lo si intuisce dal fatto che Gasquet parte da fermo ed è già ben piazzato.

L’apertura delle gambe nella prima foto, ampia ma non troppo, ne è una conferma. Se arrivasse da uno spostamento in corsa infatti lo spazio tra i due piedi sarebbe superiore. In questo caso invece il giocatore ha tutto il tempo di caricare nel modo corretto, poiché si trova a coprire già l’angolo ed è in una posizione “privilegiata”. Questo colpo si potrebbe paragonare a un ribaltamento del diritto giocato in “open stance”, nel senso che, a differenza di un rovescio tradizionale, è la gamba sinistra a caricare e a fare da base di appoggio. La sinistra in questo caso è il perno dell’azione, mentre la destra rimane a terra. Le posizioni del gomito e della spalla ci indicano che Gasquet ha già iniziato a puntare la palla. L’impugnatura è spostata verso una eastern, con il polso evidentemente spezzato.

Nel secondo scatto l’atleta è ancora in caricamento. Da notare come il mento e il tallone sinistro siano perfettamente in linea, a segnare un asse interno mentre il caricamento porta la gamba verso l’esterno. Esemplare tutta l’esecuzione da questo punto di vista. Gasquet si mantiene in equilibrio nonostante la base di appoggio al momento dell’impatto sia piuttosto piccola. Il fatto che questo colpo sia una risposta è determinante, poiché altrimenti la corsa lo sbilancerebbe lateralmente.

Il caricamento effettuato nelle prime due immagini lo aiuta a preparare i blocchi, come notiamo nella terza sequenza. Meritano attenzione quelli dell’anca e della spalla sinistra. Quest’ultima, in particolare, rimane ferma per tutti e cinque i fotogrammi. Anche se la mano sinistra è bassa nella foto tre, e più alta in quella successiva, rimane comunque in una posizione identica. Questa è sicuramente una delle sue specialità. Grazie all’ottimo equilibrio la mano passa senza ostacoli e in maniera fluida, trovando nella posizione del braccio sinistro il giusto contrappeso. Altro “stratagemma” riguarda la posizione del piede sinistro, parallelo alla linea di fondo. La direzione della punta, anomala, altro non serve se non a favorire la torsione del busto e la preparazione della racchetta, che con questa apertura può arretrare più facilmente. Rispetto a un open stance di diritto, questa esecuzione limita le possibilità di direzionare il colpo, poiché la spalla portante, la destra, è davanti e ha meno “gioco”. L’angolo polso-racchetta è ben evidente, ma questa è una caratteristica tipica del giocatore, che ritroviamo anche nel suo diritto. Per “spezzare” il polso in questo modo occorre una gran mano, e soprattutto una gran forza di polso, motivo per cui non può essere insegnato come movimento di base; del resto questo dettaglio rientra nella sfera dei personalismi. L’impatto avviene davanti al corpo, la distanza è corretta, e lo evidenzia il braccio disteso.

La posizione della testa è la stessa della quarta immagine. La bellezza e perfezione del gesto acquistano ancora più valore se si nota che il rovescio è eseguito in sospensione, con entrambi i piedi sollevati da terra, il che significa che ha un controllo eccezionale del proprio corpo, un controllo che si lavora attraverso i caricamenti. Pur in aria, Gasquet colpisce la palla ma non arretra né si sbilancia. Dopo l’impatto il braccio sale e chiude nel finale con il polso.

Dal quinto scatto si intuisce come il colpo sia decisamente alto e carico: un rovescio lungo, giocato in sicurezza, perché si trova lontano dalla linea di fondo. Il braccio alto nel finale è conseguenza dell’estensione dei pettorali, qualità che chi gioca il rovescio a una mano non può non possedere. Il braccio sinistro infine è fondamentale ai fini del blocco, che evita così la torsione.

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