Per il secondo anno consecutivo è Rafael Nadal a vincere il più prestigioso titolo sulla terra rossa, quello del Roland Garros, inoltre porta la sua striscia positiva sul rosso a 60 vittorie
Per il secondo anno consecutivo è Rafael Nadal a vincere il più prestigioso titolo sulla terra rossa, quello del Roland Garros, inoltre porta la sua striscia positiva sul rosso a 60 vittorie. Per Federer ormai si tratta di una maledizione





Singolare Maschile
E’ vero forse che se le aspettative sono troppo alte, è probabile rimanere delusi. La partita di oggi che doveva essere il match dell’anno e ricalcare per certi versi la finale di Roma sia per tecnica che per pathos, non è mai decollata. La grande classica del tennis, come potremmo ormai tranquillamente definirla, tra Rafael Nadal e Roger Federer, aveva questa volta la cornice e i contorni fascinosi dell’evento del Grand Slam ma purtroppo non si è rivisto quello spettacolo meraviglioso che invece in altre occasioni c’è stato. Con due talenti del genere, non ci si annoia mai, tanto per evitare fraintendimenti però era forse lecito aspettarsi qualcosa in più. Nel primo set Nadal non è sembrato il vero Nadal, Federer da parte sua ha fatto il Federer e così in poco più di mezz’ora lo svizzero si è portato a casa il primo parziale con una felicità che avrebbe fatto intendere un esito diverso dai cinque successi precedenti dello spagnolo sul numero uno al mondo. E invece, dopo i due break subiti in apertura, Rafa ha cambiato marcia e ha risbattuto in faccia al suo avversario il suo predominio precedente, stesso risultato ma, questa volta a sua favore, insomma uno a uno palla al centro. In avvio di terzo set Federer, in termini di punti fatti, conduceva per 61 a 60, a testimonianza di un equilibrio già mostrato a Roma ma maturato in modi totalmente diversi. La parità è stata spezzata dal break che ha permesso all’iberico di portarsi a casa anche il terzo parziale. E quando nel quarto, lo stesso break del terzo sembrava dover chiudere il match anzi tempo, ci si è messo il nastro ad allungare (non di molto) la vita della partita. A due punti dal match e con il servizio a proprio favore Nadal, nel tentativo di recuperare una palla corta, resa tale dalla deviazione del net su un dritto molto carico di Federer, ha commesso l’invasione di campo che ha portato il risultato sul 5 pari. Era questa l’unica palla break concessa dal campione uscente in tutta la quarta partita. Il tie break finale ha dato ancora una volta ragione a Rafa che si porta così a 60 vittorie consecutive sulla terra battuta e a due titoli del Roland Garros in fila che lo incoronano quale re assoluto del rosso. "Ho vinto ma devo dire che Roger è veramente il migliore di sempre, ed è incredibile risentire queste emozioni a Parigi, una città meravigliosa, la mia preferita", ha detto Nadal appena dopo essere rotolato come di consueto sulla terra rossa del Centrale, e dopo aver scavalcato i bordi del campo per abbracciare zio Tony e tutta la sua famiglia. Complimenti reciproci che arrivano copiosi anche dall’angolo dello ‘sconfitto’, "sulla terra è il migliore di sempre. Rafa si muove benissimo, non molla mai, è un grandissimo agonsita. Sono dispiaciuto perché ho avuto delle buone chance e avrei anche potuto vincere se non avessi sprecato troppe occasioni. Peccato". Con la vittoria di oggi Rafa riesce nel risultato, non esattamente da tutti, di ripetersi due volte consecutivamente sul ‘Chatrier’, l’ultimo a realizzare questo speciale back-2-back è stato Guga Kuerten che vinse qui nel 2000 e nel 2001.

IL RISULTATO
Nadal b. Federer 1-6 6-1 6-4 7-6

Singolare femminile
Nel circuito femminile a giocare il ruolo del Nadal di turno c’è una piccola belga, Justine Henin-Hardenne. E’ lei che con il secondo successo consecutivo al Roland Garros, il terzo in carriera, è la giocatrice da battere sul rosso. Ci ha provato oggi una più che volenterosa Svetlana Kuznetsova che però s’è dovuta inchinare alla costanza e ai cambi di ritmo della campionessa uscente. La russa ha dovuto lasciare strada ma non senza combattere, sono stati necessari due set molto tirati e lunghi complessivamente quasi due ore per mettere la parola fine all’edizione 2006 del tabellone femminile degli Internazionali di Francia. "E’ importante per me aver vinto oggi, vincere qui per la terza volta significa molto per me, forse più dei cinque titoli dello Slam complessivi, perché sulla terra è più difficile, sia mentalmente che fisicamente". Parlando strettamente del match di oggi invece Justine ha ammesso le difficoltà odierne che, a differenza delle altre due finali vinte qui, le ha fatto fare un po’ più di fatica; "Lei tira molto forte e mi ha messo in difficoltà, le mie palle risultavano troppo corte, non entravo mai in campo poi è andata un po’ meglio". Qualcosina per cui recriminare ce l’avrebbe la russa, soprattutto quando in avvio di secondo set si è ritrovata avanti di due giochi a zero, con il servizio a disposizione e 30-0: alla fine il game l’ha vinto la Henin, che non si è più staccata. "Ho perso troppe buone occasioni, soprattutto quella di inizio secondo set, mi sentivo in totale controllo e molto concentrata, però poi perdi due palle, e ti ritrovi a perdere il game". Cose che capitano quando al di là della rete c’è una fuoriclasse, una che quando il momento diventa importante alza immancabilmente il livello del suo gioco, e lo molto, molto, molto consapevolmente. E infatti, con lucidità a fine partita, la vincitrice ha scovato nel settimo game della seconda partita "il momento cruciale di tutto il match, lì ho giocato al massimo delle mie possibilità. Forse non ho giocato il mio tennis migliore, ma nei momenti importanti ho sempre dato il meglio, sia oggi che lungo tutti i sette match vinti in questo torneo". Con il successo di oggi, come già ricordato il quinto titolo di un Grande Slam in carriera, la 24enne belga ha raggiunto come numeri di Slam conquistati, la statunitense Venus Williams e l’elvetica Martina Hingis (per quanto riguarda le atlete ancora in attività).

IL RISULTATO
Henin b. Kuznetsova 6-4 6-4

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di Gabriele Riva