Il torneo messicano ha comunicato che non servirà carne ai giocatori che disputeranno il torneo, così da ridurre al minimo il rischio di entrare in contatto con sostanze proibite

Il tema anti-doping è sempre tra i più dibattuti nel mondo del tennis, vuoi per i tanti casi di positività che l’ITIA fa registrare nel corso di ogni stagione, vuoi per alcune circostanze piuttosto ‘particolari’ in cui si entra in contatto con sostanze proibite. Tra le più diffuse c’è sicuramente la contaminazione, con i giocatori che in maniera del tutto accidentale assumono una tra le tante sostanze non prevista dal TADP per via alimentare. Questa particolare situazione – come spiegato dalla stessa ITIA – tende a verificarsi più frequentemente in alcune zone del mondo, tra cui anche il Messico. Ed è per questo che l’ATP 500 di Acapulco in vista della 33° edizione ha deciso di correre ai ripari, comunicando che all’interno del ristorante non sarà servita carne ai giocatori.

Il motivo è per l’appunto di ridurre al minimo il rischio di contaminazione, con il torneo che si impegna così a fornire delle ‘opzioni proteiche alternative’. Un portavoce dell’ATP ha spiegato al New York Times la scelta che è stata fatta. Le preoccupazioni persistenti sulla carne di provenienza locale hanno portato a questa misura precauzionale, sia per proteggere i giocatori da possibili violazioni involontarie delle norme antidoping, sia per preservare l’integrità del torneo”. In alternativa alla carne saranno serviti frutti di mare, pesce, uova e latticini, tutti alimenti che consentono un recupero ottimale per i giocatori impegnati nel torneo.