Le finali internazionali fra atleti del Piatti Tennis Center ormai non sono più una novità, ma quella andata in scena in Kuwait è stata davvero speciale

Le finali internazionali fra atleti del Piatti Tennis Center, ormai, non sono più una novità, perché il numero di talenti che vincono fra i professionisti cresce sempre di più. Ma quella di domenica nell’Itf di Zahra, in Kuwait, non è stata come le precedenti. Perché da una parte della rete c’era l’indiano Manas Dhamne, classe 2007 e vincitore del suo terzo titolo fra i grandi; dall’altra Rocco Piatti, classe 2004 e figlio di coach Riccardo, al miglior risultato di una carriera che sta prendendo una piega sempre più interessante. E poi perché in tribuna c’era proprio coach Piatti, al seguito dei due allievi nella trasferta in Medio Oriente. “La mia – racconta Rocco – è stata una grande settimana. Ho iniziato la stagione con tanta fiducia, sulla scia dei buoni risultati di fine 2025, e sono felice di aver raggiunto la mia prima finale”. Ci è riuscito partendo addirittura dalle qualificazioni, con sei vittorie, tante battaglie e un match-point cancellato ai quarti al tedesco Thurner.
Con la finale in Kuwait, Rocco guadagnerà circa 500 posizioni nel ranking mondiale, portandosi intorno alla posizione numero 1.125 Atp. “Ma gli stimoli – precisa – non arrivano da una classifica migliore, ma da ciò che ho capito durante la settimana. Ora conosco meglio me e il mio tennis, so di essere sulla strada giusta e voglio rimanerci. Non significa che otterrò subito altri traguardi simili, ma che se riesco a fare le cose giuste e a mettermi spesso nella condizione di vincere, i risultati arrivano”.
E papà, che ne pensa? “L’ho visto felice e orgoglioso, così come mamma che era in Kuwait insieme a noi. Mi sarebbe piaciuto tanto essere io a regalare a papà il suo primo titolo Itf da allenatore”. Già, perché nella sua fenomenale carriera, coi suoi allievi coach Piatti aveva vinto Masters 1000, Atp 500 e 250, Challenger, ma mai un Itf (da presente in loco). Ce l’ha fatta a 67 anni con la firma di Dhamne, ma chissà che presto non possa fare il bis grazie al figlio. A papà da vincere nel ruolo di coach resta solo uno Slam. “Gli auguro con tutto me stesso che ce la possa fare. Il sogno è di regalarglielo io, ma, se non fosse così, vedo ottime possibilità con tanti dei giocatori che si allenano al Piatti Tennis Center. Papà se lo merita: sarebbe la ciliegina sulla torta di una carriera straordinaria”.

