Tanta delusione per Jasmine Paolini dopo la sconfitta a Wimbledon. Le sue parole nella conferenza stampa dopo il match con Kostyuk.

WIMBLEDON – È delusa Jasmine Paolini dopo la pesante sconfitta contro Marta Kostyuk ai quarti di finale, ma prova a “vedere il bicchiere mezzo pieno”. “Qui ho giocato 5 partite. Per molta parte dell’anno, mi ci sono voluti quattro tornei per giocare cinque partite di fila. Ho bisogno di giocare di più e questo è il mio obiettivo per la seconda metà di quest’anno”, dice la tennista toscana. Prossima tappa, il torneo di Washington, dove non è mai stata prima, “ma ho anche bisogno di allenamento, dopo Roland Garros siamo andati un po’ a strappi. Ne dobbiamo ancora parlare con il mio team”.
Da questo Wimbledon Paolini si porta a casa non una cavalcata trionfale come quella di due anni fa, conclusa solo in finale, ma “il fatto che mi sono sentita bene in campo, magari non oggi. In genere però ho avuto l’approccio mentale giusto e quello è il motore di tutto. La sensazione più positiva è quella di essere stata competitiva”. L’idea è che Wimbledon possa essere la porta d’uscita da un 2026 che finora è stato un tunnel con molte ombre e pochissime luci. In ghiaccio anche il suo futuro in doppio che in coppia con Sara Errani le ha dato tante soddisfazioni negli anni passati. “Non lo so – dichiara – si vedrà torneo dopo torneo, a seconda di come sto, del tempo a disposizione”. Un tema sul quale si confronterà con Sara, che da semplice compagna di doppio si è trasformata in membro a tutti gli effetti dello staff di Jasmine.
Sulla sconfitta con Kostyuk, poche parole. “Lei è stata molto aggressiva, ha giocato un ottimo match. Mi ha reso le cose molto difficili. Non mi ha fatto entrare in partita. Negli scambi non mi ha mai lasciato giocare quel colpo in più che mi sarebbe servito. Del resto, negli ultimi tre mesi sta giocando un gran tennis, è in fiducia, è una grande atleta”. Il divario atletico in effetti si è notato. “Le gambe erano più lente del solito – dice Jasmine – non mi sono mossa così velocemente in campo. Ma credo che oggi quel che è mancato sia stata, più che la parte fisica, quella mentale. Da questo punto di vista, sono stata sotto le mie attese”.
E se dopo gli ottavi vittoriosi Jasmine ha evocato la presenza in tribuna di Roger Federer, che l’ha galvanizzata, stavolta è stata la Kostyuk a tirare in ballo Re Roger come il suo nume tutelare sul Centre Court. “Qui non avevo mai giocato – ha detto la ucraina – ma c’ero stata una volta, nove anni fa, a vedere una partita di Federer contro Tomas Berdych. Oggi me ne sono ricordata”.

