Il giovane danese ha subito un serio infortunio al tendine d’Achille verso la fine di questa stagione, ma sta affrontando la riabilitazione con il giusto spirito

Holger Rune ha dovuto subire il primo duro colpo della sua giovane carriera. Il riferimento è ovviamente al grave infortunio al tendine d’Achille subito verso la fine di questa stagione, mentre era impegnato nella semifinale dell’ATP 250 di Stoccolma contro il francese Ugo Humbert. Purtroppo si è materializzato uno degli incubi peggiori di qualsiasi atleta, perché si tratta di un problema davvero serio che può mettere a repentaglio il prosieguo della carriera in alcuni casi. L’ex numero 4 del mondo si sta impegnando duramente nella prima fase della sua riabilitazione e spera di rientrare entro sei mesi, ma l’ipotesi più probabile è che bisognerà attendere dai 9 ai 12 mesi per rivederlo in azione senza rischi.
Qualche giorno fa Jacopo Lo Monaco – apprezzata voce di ‘Eurosport‘ – ha intervistato Marco Panichi, preparatore atletico del giovane danese e in passato al fianco di campioni come Novak Djokovic e Jannik Sinner. “Rune è un ragazzo dall’enorme potenziale essendo esplosivo, coordinato e con un istinto naturale molto accentuato. Spesso tende ad usare energia in eccesso senza motivo, quindi l’ho dovuto aiutare a gestirla meglio” – ha spiegato Panichi, prima di soffermarsi sulle condizioni fisiche di Holger nelle settimane precedenti al grave infortunio. “Era reduce da un periodo abbastanza complicato quando sono arrivato. Non aveva grossi infortuni, ma c’era un insieme di cose che non ci lasciava dormire sonni tranquilli. Mi riferisco ad affaticamenti e piccole rigidità che limitavano il suo rendimento. Il corpo stava mandando dei segnali abbastanza chiari. Lui basa il suo tennis soprattutto sulla rapidità, quindi anche il 10% in meno di efficienza diventa un limite significativo. Faceva del suo meglio, ma non si muoveva come avrebbe potuto” – ha analizzato Marco.
Lo stimato preparatore atletico italiano ha confidato di essere intervenuto in alcune aree specifiche: “Abbiamo dovuto rimettere un po’ di ordine. Prima di tutto nella gestione dei carichi e poi ci siamo concentrati sulla qualità dei movimenti. Quando devi recuperare occorre disciplina e rigore: progressioni, intensità controllata e rispetto delle tempistiche. In certi casi la cosa migliore da fare era farlo andare più piano.”

