Il numero 2 d’Italia ha attraversato una stagione a dir poco eccezionale, in cui ha zittito i detrattori consacrandosi come un vero top player

Lorenzo Musetti sta arrivando a grandi passi alla fase della piena maturità e il 2025 è stato un anno fondamentale per la sua crescita, avendogli dato nuove certezze sia dentro che fuori dal campo. Il numero 2 d’Italia si è consacrato come un vero e proprio top player e – sebbene gli sia mancata la ciliegina di tornare a vincere un titolo (che manca da ormai tre anni) – la continuità delle sue prestazioni è stata assolutamente soddisfacente. Il 23enne carrarino non ha brillato soltanto sulla sua amata terra rossa – con la finale a Monte Carlo e le semifinali a Roma e Parigi – ma ha anche centrato i suoi primi quarti in uno Slam sul cemento (agli US Open). L’azzurro non si è qualificato di diritto per le Nitto ATP Finals di Torino, essendo stato beffato dal canadese Felix Auger-Aliassime al fotofinish, ma ha comunque potuto festeggiare la sua presenza al ‘Master’ grazie al forfait di Novak Djokovic.
Ai microfoni di ‘Sky Sport‘ dopo aver ricevuto il premio di ‘Atleta dell’anno‘ ai ‘Gazzetta Sports Awards‘, Musetti – che ha fatto il suo ingresso nella Top 10 quest’anno – ha fatto un’analisi sommaria della sua stagione: “Ci sono vari momenti del 2025 che ricorderò per sempre come la finale di Monte Carlo, la semifinale al Roland Garros e l’ingresso nella Top 10. Le immagini più belle sono state forse l’accoglienza del pubblico di Torino e l’incredibile vittoria contro Alex de Minaur. Non riesco nemmeno a descrivere bene quei momenti, ho provato emozioni fortissime.”
Lorenzo non ha giocato le Davis Cup Finals quest’anno per assistere da vicino alla nascita del suo secondo figlio Leandro, ma ha supportato quotidianamente i suoi compagni di squadra impegnati a Bologna. “Ci siamo sentiti ogni giorno, perché siamo amici oltre che colleghi. Abbiamo condiviso parecchi momenti dentro e fuori dal campo. Io stavo vivendo un momento speciale perché la mia compagna era in attesa del nostro secondo figlio, eravamo proprio a ridosso del parto. Mi sono emozionato quando i ragazzi hanno vinto, essendo molto legato soprattutto a Flavio Cobolli che è come un fratello per me. Lui e Matteo Berrettini hanno preso in mano l’Italia” – ha concluso Musetti.

