La coppia azzurra ha completato l’opera, superando i due russi al termine di una finale molto lottata. Primo titolo in doppio per il toscano, mentre il torinese arriva a quota tre

Lorenzo Musetti e Lorenzo Sonego hanno completato l’opera all’ATP 250 di Hong Kong, aggiudicandosi il loro primo titolo insieme alla terza finale disputata. La coppia azzurra ha avuto la meglio sui russi Karen Khachanov e Andrey Rublev con il punteggio di 6-4 2-6 10-1 in 1 ora e 16 minuti di gioco. Per il toscano si tratta del primo titolo in carriera in doppio, mentre il piemontese è arrivato a quota tre grazie a questo successo. Il torinese aveva già trionfato a Cagliari nel 2021 insieme ad Andrea Vavassori e a Kitzbuhel nel 2022 con lo spagnolo Pedro Martinez.
Questa vittoria aiuta anche Musetti a digerire più facilmente l’ennesima sconfitta in finale nel singolare, la settima consecutiva. In precedenza, il numero 2 d’Italia era stato battuto in due set da un eccellente Alexander Bublik. Il kazako è stato autore di una prestazione quasi impeccabile, garantendosi il nono titolo in carriera e l’ingresso nella Top 10 del ranking ATP. La presenza del carrarino nella finale del torneo di doppio non era così scontata, visto che Lorenzo aveva accusato un problema al braccio durante il match contro Sasha, ma l’orgoglio e l’amicizia con Sonego lo hanno convinto a scendere in campo.
Gli italiani hanno dimostrato coesione e forza mentale durante la finale odierna, soprattutto dopo aver perso molto nettamente il secondo set. L’inerzia si era spostata dalla parte dei russi in quel frangente, ma l’inizio del super-tiebreak è stato cruciale per ridefinire le gerarchie. Musetti e Sonego hanno fatto la differenza con alcune risposte da cineteca, oltre ad aver messo grande pressione ai loro rivali, che sono incappati in diversi errori gratuiti. I due Lorenzo hanno cambiato campo sul 5-1 in loro favore e non si sono più guardati indietro, convertendo il primo match point grazie ad una strepitosa risposta di Musetti seguita dalla chiusura di Sonego con il dritto. Dando un’occhiata alle statistiche, si nota il 70% dei punti vinti dagli azzurri con la prima (che è entrata quasi l’80% delle volte).

