Il numero 2 d’Italia è reduce dalla miglior stagione della sua carriera, ma è già tempo di pensare al nuovo anno. Gli step da compiere per avvicinarsi a Sinner e Alcaraz

Il 2025 ha rappresentato un anno fondamentale nella carriera di Lorenzo Musetti, che ha finalmente messo a posto tutti i pezzi del puzzle sia sul campo da tennis che nella sua vita privata. Il talento di Carrara ha dato il benvenuto al suo secondo figlio Leandro proprio nel finale di quest’anno, un evento che lo responsabilizzerà ulteriormente, oltre ad aver acquisito una maturità che gli è stata utile anche sul piano professionale. Non c’è dubbio che quest’anno sia stato il migliore in assoluto per lui, specialmente sotto il profilo della continuità di rendimento. La classe e le doti tecniche dell’azzurro sono sempre state sotto gli occhi di tutti e gli exploit non erano mancati nemmeno nelle stagioni passate, ma c’erano stati troppi cali che gli avevano impedito di valorizzare fino in fondo il suo enorme potenziale.
Dalla primavera in avanti, il 23enne toscano ha inanellato una serie di risultati che lo hanno consacrato definitivamente come un top player e l’ingresso nella Top 10 del ranking ATP è stata ‘solo’ una naturale conseguenza. Lorenzo ha fatto la differenza soprattutto sull’amata terra rossa, una superficie che esalta la varietà del suo gioco e su cui è stato secondo soltanto a Carlos Alcaraz. Il numero 2 d’Italia ha raggiunto la finale al Masters 1000 di Monte Carlo e le semifinali in tornei super prestigiosi come Madrid, Roma e il Roland Garros. L’infortunio patito durante la sfida contro Carlitos a Parigi è stato senz’altro il momento più sfortunato della sua stagione, avendo richiesto più tempo del previsto per essere smaltito del tutto e avendo condizionato anche il suo rendimento a Wimbledon.
Il ‘Muso’ è tornato ad esprimere il suo miglior tennis agli US Open, centrando i quarti di finale in uno Slam sul cemento per la prima volta nella sua giovane carriera. Nonostante i miglioramenti effettuati anche in condizioni indoor, Lorenzo non è riuscito a qualificarsi di diritto per le Nitto ATP Finals di Torino (avendo subito il sorpasso di Felix Auger-Aliassime al fotofinish), ma ha potuto comunque partecipare al ‘Master’ grazie al forfait di Novak Djokovic (che glielo ha comunicato al termine della finale di Atene). A dispetto della stanchezza accumulata, il giocatore italiano ha ben figurato anche all’Inalpi Arena ottenendo una vittoria (contro Alex de Minaur) e regalando magie agli appassionati.
Cosa è lecito aspettarsi da Musetti nel 2026? L’innesto di un coach esperto come José Perlas testimonia senza dubbio ambizioni importanti, che si traducono nella volontà di avvicinarsi al livello di Jannik Sinner e Carlos Alcaraz. Questi due campioni sono diventati un punto di riferimento per tutti e il carrarino sente di appartenere a quell’élite, pur sapendo che sarà necessario un ulteriore salto di qualità. Andando nello specifico, Musetti dovrà compiere un ulteriore step sulle superfici rapide e diventare ancora più aggressivo con i colpi di inizio gioco. Come se non bastasse, Lorenzo sarà chiamato ad interrompere il digiuno di titoli che perdura ormai da tre anni (il suo ultimo successo risale infatti all’autunno del 2022).

