In attesa della nuova stagione, un’analisi sui giocatori che hanno chiuso il 2025 tra i primi dieci del mondo: tra conferme e sorprese, è sparita la Russia

Foto di Felice Calabrò

Il primo posto del ranking Atp continua a cambiare padrone: dopo Djokovic – l’ultimo a fare doppietta – numero 1 nel 2020-21, Alcaraz nel 2022, ancora Djokovic nel 2023 e Sinner un anno fa, il 2025 ha nuovamente premiato lo spagnolo. Rispetto al 2024 quattro cambi tra i Top Ten: entrano Auger-Aliassime (già numero 6 nel 2022), e le novità assolute Musetti, Shelton e Draper. Escono Medvedev (da 5º a 13º, era da sei anni tra i primi dieci), Ruud (da 6 a 12), Rublev (da 8 a 16) e il povero Dimitrov, infortunatosi a Wimbledon (da 10 a 44). L’Italia torna ad avere due rappresentanti, come nel 2021 (Berrettini 7 e Sinner 10), due anche per gli Stati Uniti, come – l’ultima volta – nel 2008 (Roddick 8º e Blake 10º). Ecco la stagione dei magnifici dieci. 

1 Carlos ALCARAZ (+2 rispetto al 2024) 12050 punti – Lo spagnolo si riprende il trono del tennis, che era già stato suo nel 2022. Quest’anno ha vinto 8 tornei (suo record) sui 16 giocati, con due Slam (Parigi e New York) e tre “1000”. Settanta le vittorie su 78 incontri giocati. Ha battuto Sinner in quattro sfide su sei perdendo l’ultima, alle Finals di Torino. In Australia – dove non ha mai superato i quarti di finale – proverà a vincere l’unico Slam che ancora gli manca e ad allungare così in classifica. 

2 Jannik SINNER (-1) 11500 punti – Per la quarta volta tra i Top Ten (era stato 4º nel 2023 e 10º due anni prima) ha ceduto il primo posto chiudendo l’anno staccato di appena 550 punti rispetto ad Alcaraz, con tre mesi trascorsi ai box per la squalifica relativa al caso Clostebol. Ha giocato 12 tornei, arrivando dieci volte in finale, con sei successi (due Slam, Melbourne e Londra, le Finals e il “1000” di Parigi). Imbattuto nelle ultime 15 partite, ha vinto 58 incontri perdendone sei (quattro con Alcaraz, poi con Bublik e Griekspoor per ritiro), con il 90,6% di successi, record dell’anno. In Australia dovrà difendere il successo del 2024, poi fino a Roma potrà dedicarsi a riprendersi il primo posto. 

3 Alexander ZVEREV (-1) 5160 punti – Per l’ottava volta ha finito l’anno tra i primi dieci, anzi tra i primi sette, ma ha chiuso con un solo torneo sollevato – sulla terra battuta di Monaco di Baviera – una stagione che lui stesso ha definito deludente (non vinceva così poco dal 2019), staccato di oltre seimila punti da Sinner. A Melbourne ha perso la terza finale Slam della carriera poi ha collezionato soprattutto delusioni, come ben descrivono le 23 sconfitte in 80 match giocati. E in Australia rischia di perdere altro terreno.

4 Novak DJOKOVIC (+3) 4830 punti – Per la diciottesima volta tra i Top Ten (otto volte ha chiuso da numero 1) Nole è risalito di tre posizioni rispetto al 2024 e non vuole rassegnarsi al ruolo di “primo tra i secondi”. Brillante nei tornei Slam (sempre in semifinale, a Melbourne ha battuto Alcaraz), ha conquistato due tornei, a Ginevra e Atene, scavallando quota 100. Ha vinto 39 incontri su 50, perdendo però anche da gente come Opelka, Van de Zandschulp, Tabilo, Vacherot. Chissà cosa potrà farci vedere nel 2026. 

5 Felix AUGER-ALIASSIME (+24) 4245 punti – Sembrava essersi perso dopo lo splendido 2022, chiuso al sesto posto del ranking, e invece Felix ci ha regalato nuove magie, con due tornei vinti all’inizio dell’anno – Adelaide e Montpellier – e soprattutto uno splendido finale di stagione: semifinalista agli Us Open, vittoria a Bruxelles, finalista a Parigi indoor e semifinalista a Torino, trovando anche il tempo di sposare la sua Nina Ghaibi. Aveva chiuso il 2024 in 29ª posizione, riparte dalla quinta, suo nuovo record. In Australia, dove non si è mai spinto oltre i quarti di finale, la prima importante verifica. 

6 Taylor FRITZ (-2) 4135 punti – Quarta volta tra i Top Ten ma due passi indietro rispetto al 2024, dove era stato finalista agli Us Open e a Torino. Quest’anno ha trascinato gli Usa alla vittoria nella Hopman Cup – ma ha deluso in Davis perdendo un match decisivo contro Lehecka – ed ha ottenuto i migliori risultati sull’erba: vittorie a Stoccarda e Eastbourne, semifinale a Wimbledon. Troppo alterno sulle altre superfici, ci riproverà a Melbourne, dove vanta solo il quarto di finale del 2024. 

7 Alex DE MINAUR (+2) 4135 punti – Il ragazzo di Sydney ha guadagnato due posizioni rispetto al 2024, frutto dei quarti di finale raggiunti in Australia e agli Us Open e della semifinale nelle Finals di Torino (dove comunque ha perso tre partite su quattro). Ha vinto a Washington, è stato finalista a Rotterdam, ha anche strappato un set a Sinner nel torneo di Pechino. In Davis invece ha perso contro il belga Collignon una sfida rivelatasi poi decisiva. Alla ricerca della prima semifinale in uno Slam, vedremo se gambe e grinta lo sosterranno ancora come nelle ultime due stagioni. 

8 Lorenzo MUSETTI (+9) 4040 punti – L’approdo tra i Top Ten è il giusto premio per il carrarino, che finalmente è riuscito a coniugare la bellezza del suo tennis con la sostanza dei risultati, come certificano le finali di Monte Carlo e Roma e soprattutto la semifinale conquistata al Roland Garros. Tre volte finalista (quella sconfitta contro Tabilo a Chengdu…) ha dovuto ancora rinviare la conquista di un torneo, cosa che manca ormai dal 2022. Chiuso l’anno con il fiatone, causa rincorsa alle Finals torinesi, lo aspettiamo bello carico alla partenza del 2026, magari a cominciare proprio da Melbourne, dove non ha mai oltrepassato il terzo turno. 

9 Ben SHELTON (+12) 3970 punti – A 23 anni, il bombardiere americano ha vissuto la sua stagione migliore, con la vittoria nel “1000” di Toronto, le semifinali in Australia e i quarti di Wimbledon però il suo tennis così muscolare ha accusato tanti passaggi a vuoto, come dimostrano le sconfitte incassate contro Goffin (due volte), Munar (tre volte!), Wong, Tien. E poi la distanza che lo separa dal livello di Alcaraz e Sinner sembra aumentare. 

10 Jack DRAPER (+5) 2990 punti – Il ragazzone di Sutton ha riportato la Gran Bretagna tra i primi dieci dopo nove anni (Murray numero 1 nel 2016), e questo malgrado una seconda parte di stagione buttata via (ha giocato appena tre match negli ultimi sei mesi) a causa dell’infortunio al braccio sinistro. Ha fatto in tempo comunque a vincere a Indian Wells – battendo tra gli altri Alcaraz – a raggiungere le finali di Doha e Madrid e il quarto turno a Melbourne e Parigi, dimostrando di sapersi adattare bene anche alla terra battuta. E’ tra i più attesi del nuovo anno, ma le ultime notizie – ha dato forfait in un paio di esibizioni – non sono rassicuranti sulla sua salute.