L’ex campione scozzese ha vissuto parecchi momenti speciali durante la sua lunga carriera, ma non ha dubbi quando deve scegliere qual è stato il più iconico

Andy Murray è riuscito ad avere una carriera ricca di successi pur dovendo giocare nell’epoca più difficile di sempre. La presenza di tre mostri sacri come Roger Federer, Rafael Nadal e Novak Djokovic gli ha impedito di vincere ancora di più, ma lui non si è mai lamentato per questo e ha lavorato più duramente che mai per andare oltre i suoi limiti. Ci sono tanti momenti iconici nella carriera dello scozzese, che ha vinto tre titoli del Grande Slam ed è stato numero 1 del mondo. Se si dovesse scegliere qual è stato il suo anno migliore, la scelta ricadrebbe probabilmente sul 2012. Andy ha raggiunto la finale a Wimbledon quell’anno, ha conquistato il suo primo Major agli US Open e ha portato a casa la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra.
In una lunga intervista concessa a Stephen Hendry, Murray ha selezionato il trionfo più speciale: “La medaglia d’oro alle Olimpiadi di Londra 2012, senza alcun dubbio. Ho disputato 15 o 16 edizioni di Wimbledon durante la mia carriera, mentre le Olimpiadi si giocano ogni quattro anni e non hai molte opportunità. Il fatto che il torneo olimpico si sia giocato a Wimbledon ha reso tutto ancora più magico. C’era un’atmosfera completamente diversa in tutta la città e il pubblico che ha assistito al torneo olimpico era diverso da quello che si resa normalmente ai Championships. C’era un frastuono pazzesco!”
La carriera dell’ex numero 1 del mondo è terminata l’anno scorso in occasione delle Olimpiadi di Parigi, ma non è trascorso molto tempo prima che Andy si rimettesse in gioco. L’ex campione britannico è diventato il coach di Nole Djokovic all’inizio di questa stagione, ma la loro collaborazione non ha sortito i risultati sperati concludendosi ancora prima del Roland Garros. Nonostante ciò, il tre volte campione Slam ha aperto alla possibilità di tornare a fare l’allenatore nel futuro prossimo.

