Il numero 1 del mondo si aggiudica il main event in due set, rimandato Fonseca. Matteo elimina Bublik, semaforo rosso per Cobolli, Darderi e Arnaldi

C’era enorme attesa per il match fra Carlos Alcaraz e Joao Fonseca, che metteva in palio un posto al terzo turno del Miami Open. Il numero 1 del mondo non si è lasciato distrarre né dall’hype che aleggia intorno al 19enne brasiliano né dalla rumorosissima ‘torsida‘ brasiliana presente all’Hard Rock Stadium. Reduce dalla sua prima sconfitta stagionale nella semifinale di Indian Wells, il 22enne spagnolo ha scongiurato qualsiasi passo falso in Florida e si è imposto con un doppio 6-4. Grazie a questa vittoria, il sette volte vincitore Slam ha già migliorato i risultato ottenuto a Miami nella passata edizione, quando era stato eliminato dal veterano belga David Goffin al secondo turno.
La giovane stella sudamericana – dal canto suo – ha mostrato sprazzi del suo immenso talento, ma il suo servizio è stato troppo discontinuo (con il 62% di prime in campo) e ha alternato ottime soluzioni vincenti ad errori evitabili (il suo saldo recita 8-11 a fine partita). Il numero 39 del mondo deve quindi rimandare l’appuntamento con la sua prima vittoria contro un Top 10, pur evidenziando come Joao abbia già affrontato quattro giocatori situati nella Top 5 del ranking ATP. Le sfide contro Jannik Sinner e Carlitos Alcaraz nei primi due Masters 1000 della stagione gli sono servite per capire a che punto si trova in questa fase della sua carriera, con la prospettiva di poter migliorare ancora moltissimo sotto tutti gli aspetti. Tornando invece al fuoriclasse iberico, il suo prossimo avversario sarà l’americano Sebastian Korda. I precedenti dicono 4-1 in favore del murciano.
Da registrare la brillantissima affermazione di Matteo Berrettini, che evidentemente si trova molto a suo agio su questi campi. Il 29enne romano – capace di raggiungere i quarti di finale in Florida l’anno scorso – ha eliminato il numero 10 del seeding Alexander Bublik con un duplice 6-4, sfoderando la miglior prestazione del suo 2026. L’ex finalista di Wimbledon sta gradualmente ritrovando le migliori sensazioni e il suo nuovo approccio – più rilassato rispetto al passato – inizia a dare i suoi frutti. L’azzurro è stato impeccabile al servizio e ha giocato con grande sagacia tattica, artigliando il suo primo successo contro un Top 20 da Monte Carlo 2025 (quando sconfisse Alexander Zverev). ‘The Hammer’ se la vedrà al terzo turno con il monegasco Valentin Vacherot, giustiziere in due set dell’argentino Mariano Navone.
L’acuto di Berrettini è stata purtroppo l’unica gioia per il tennis italiano nella giornata di venerdì 20 marzo, almeno in campo maschile. Sono infatti usciti di scena tutti gli altri azzurri impegnati ieri, a partire da Flavio Cobolli. Il numero 3 d’Italia è stato condizionato da un problema alla spalla durante il match contro Raphael Collignon e ha dovuto chiamare un paio di volte il medical timeout, senza però riuscire a ribaltare l’inerzia della sfida. Il belga ha prevalso con il risultato di 7-5 6-3, certificando il ‘rapporto’ poco idilliaco tra Flavio e il torneo di Miami. Semaforo rosso anche per Luciano Darderi e Matteo Arnaldi, eliminati rispettivamente dal promettente Martin Landaluce (6-3 6-7 6-4) e da Alexander Shevchenko (7-6 6-7 6-2). Il sanremese – attualmente fuori dalla Top 100 del ranking mondiale – non ha ancora ottenuto una singola vittoria ATP quest’anno.

