Il 19enne brasiliano – che ha affrontato Jannik e Carlitos nei primi due Masters 1000 della stagione – ha messo a confronto il loro stile di gioco

Foto di Ray Giubilo

Joao Fonseca ha avuto l’opportunità di affrontare Jannik Sinner e Carlos Alcaraz nei primi due Masters 1000 della stagione. Il 19enne brasiliano – da molti considerato come il più probabile terzo incomodo in ottica futura – ha subito due sconfitte contro i primi due giocatori al mondo (senza vincere nemmeno un set), ma ha mostrato sprazzi del suo enorme potenziale. Oltre ad aver compreso fino in fondo a che livello si trova in questa fase della sua carriera, il giovane talento sudamericano ha palesato dei limiti fisiologici nella gestione dei momenti importanti ed è proprio su questi dettagli che dovrà lavorare per compire il definitivo salto di qualità.

La conferenza stampa successiva alla partita contro Carlitos Alcaraz al Miami Open ha dato a Joao la chance di mettere a confronto il gioco dello spagnolo con quello di Jannik (affrontato da Fonseca a Indian Wells negli ottavi di finale). “Sfidare entrambi in maniera così ravvicinata mi ha aiutato a capire il loro diverso modo di interpretare il tennis. Penso che Carlos abbia un repertorio di colpi più ampio rispetto a Jannik. Sinner è una sorta di robot perfetto, in grado di far scoppiare la pallina quando è al top della forma. Alcaraz – dal canto suo – sa fare ogni cosa in campo ed è capace di cambiare ritmo, oltre ad essere a suo agio nei pressi della rete. La sua mobilità è altrettanto incredibile ed è difficile arginare il suo tennis” – ha spiegato la stella brasiliana.

Il 19enne carioca si è poi soffermato sull’andamento della sfida contro Carlitos: “Man mano che l’incontro andava avanti, il suo livello di gioco saliva e la sua confidenza cresceva. Si è tolto un po’ di pressione dalle spalle dopo aver ottenuto il break e ha iniziato a trovare soluzioni molto spettacolari da ogni zona del campo. Sono sceso in campo con la convinzione di poter vincere dopo quello che era successo con Sinner a Indian Wells, ma lui è il numero 1 del mondo e ha disputato una grande partita. Devo lavorare sul mio gioco e imparare da questi due campioni.”