Il russo ha incantato nella semifinale contro Alcaraz

Predire il futuro è roba da valenti fattucchiere malamente imbellettate! Assai meglio, per noi normali, è andare sul sicuro e strizzare l’occhio a un passato recente che le incognite le ha invece dipanate tutte.
Quelle di Indian Wells si sono rivelate con le due semi maschili andate in onda nottetempo sul centrale del Tennis Garden californiano. La più intrigante delle quali racconta di un Carlitos Alcaraz battuto a sorpresa da Daniil Medvedev dei giorni migliori e dunque senza un ruolo nel match clou del primo Master dell’anno. Con la sua aria da intellettuale contrariato, il russo è stato un treno in corsa per tutto il torneo americano, consacrandosi tennista dalle geometrie anomale. Come profilare meglio un soggetto che sui rimbalzi centrali predilige spesso il rovescio quando il resto del mondo si abbandona a un sano sventaglio di dritto? Come guardare ai passanti dal felice esito, giocati stretti dalle due ali del campo? E che dire di un servizio che, a dispetto di un gesto spigoloso, macina ace a profusione?
Questo è molto altro scenderà in campo tra poche ore contro Jannik Sinner, fresco vincitore dell’altra semifinale ai danni di un ottimo Zverev, comunque troppo conservativo per impensierire l’altoatesino. Quanto all’imminente epilogo delle due settimane nel lontano west , non scomoderemo troppi dati percentuali se non quell’otto a sette per Sinner che dice tutto e nulla sull’esito finale dell’interessante confronto.

