In una finale tra ex numeri 1 del mondo, l’azzurro è in vantaggio sul russo per 8-7. Per entrambi sarebbe il primo trionfo nel deserto californiano

Jannik Sinner rende onore nel migliore dei modi al torneo che gli era “mancato più di tutti”. Grazie ad una prestazione convincente, il n. 2 del mondo sconfigge uno spento Zverev in due rapidi set (6-2 6-4) e approda alla sua prima finale della stagione, la prima in carriera a Indian Wells, la decima in un Masters 1000. Un altro storico record personale per l’azzurro che è il più giovane della storia ad aver disputato tutte le finali dei grandi eventi sul cemento: Major, ATP Finals e i sei Masters 1000; inoltre, in caso di vittoria, potrebbe diventare il terzo giocatore – dopo federer e Djokovic – a vincere tutti i tornei più prestigiosi sul veloce. Straordinario.
A contendergli il primo titolo californiano ci sarà un “volpone” come Daniil Medvedev. Il russo, da poco 30enne, in una fase di “rinascita” agonistica visibile già da un paio di mesi, ha ribaltato tutti i pronostici e ha sorpreso anch’egli in due manche (6-3 7-6(3)) un Carlos Alcaraz stranamente sottotono, assicurandosi così il primo grande rendez-vous del circuito dopo tanto tempo. Ora, “Meddy” e Jannik incroceranno nuovamente la racchetta dopo un anno e mezzo, dall’ultima sfida alle ATP Finals del 2024, vinta dall’azzurro. Nei precedenti, Jan è in vantaggio 8-7 e si è imposto nelle ultime tre partite, tutte del 2024 e sul cemento. Delle 15 sfide precedenti, 14 sono state disputate, appunto, sul duro e una soltanto sull’erba di Wimbledon, ai quarti di finale, vinta dal russo in cinque set, nel 2024. In quell’occasione, il moscovita riuscì ad interrompere una striscia di cinque sconfitte contro Jannik il quale, a sua volta, si era imposto per la prima volta su Daniil nella finale di Pechino 2023 dopo aver subito sei insuccessi di fila dal loro primo incontro, a Marsiglia, nel 2020. Nelle cinque finali disputate insieme (tutte sul cemento), Sinner è in vantaggio 3-2, avendo vinto quelle di Pechino e Vienna (2023) e quella dell’Australian Open 2024; Daniil, invece, si è imposto a Rotterdam e a Miami (2023).
Che Medvedev stesse ritrovando lo smalto dei tempi migliori, lo si è visto, come detto, già con i successi recenti di Brisbane e Dubai. Ma ad Indian Wells, con tutti i top players affamati di nuovi grandi traguardi, la musica poteva essere molto diversa. Invece, il tennista di Mosca si è rivelato un perfetto direttore d’orchestra anche nel primo grande palcoscenico dell’anno, imponendo agli avversari la propria sinfonia. Ne sanno qualcosa Tabilo, Baez, Michelsen, il campione uscente Draper e, infine, Carlitos, sopraffatti da un tennista nuovamente centrato, dal gioco asfissiante e martellante, da pallate piatte, rapide e chirurgiche al tempo stesso. Insomma, un Daniil che assomiglia molto a quello sornione e “mefistofelico” che spezzò il sogno del Grande Slam ad un certo Novak Djokovic a New York, nel 2021.
Nel “tennis paradise” il russo, nella sua 11esima finale ‘1000’, corre per il settimo sigillo in un torneo della medesima categoria, il primo a Indian Wells e il 24esimo tout court; in carriera, Daniil ha disputato altre 19 finali. Ricordiamo il suo trionfo allo US Open 2021 dove, appunto, stordì Novak Djokovic; nei tornei dello Slam si è issato in altre cinque finali, tre all’Australian Open (2021-2022, 2024) e due nella Grande Mela (2019 e 2023).
Sinner punta invece al 25esimo trofeo, il sesto in un Masters 1000 e, come detto, il primo in California; ha trionfato quattro volte nei Major: all’Australian Open 2024 e 2025; allo US Open 2024 e a Wimbledon 2025. Ha disputato altre 9 finali in carriera, di cui due negli Slam, nel 2025, al Roland Garros e allo US Open.
Come messo in luce da “OptaAce” su “X”, entrambi sono gli unici tennisti ad aver superato le 200 vittorie sul cemento dal 2020, con Daniil a quota 239 e Jannik a 231. Inoltre, ‘Meddy’ è il primo a sconfiggere il campione uscente (Draper) e il n. 1 del mondo (Alcaraz) in un Masters 1000 dopo Holger Rune, a Parigi, nel 2022. Nessuno dei due ha concesso set agli avversari fino alla finale. Medvedev ci riesce per la terza volta in carriera in un ‘1000’, dopo Montréal e Shanghai (2019). Come è stato ancora osservato da OptaAce, Sinner è il terzo, dopo Federer e Djokovic, ad aver concesso meno di 30 giochi fino alla finale in California dal 2000. Jannik è inoltre il primo, dopo Murray (2016), a raggiungere l’ultimo round in due ‘1000’ consecutivi (Parigi 2025 – Indian Wells 2026) senza concedere neanche un set. Non solo. L’altoatesino è il sesto giocatore a raggiungere la finale in tutti e sei i Masters 1000 sul cemento dopo Nadal, Federer, Djokovic, Murray e Medvedev.

