Nonostante la crisi delle ultime due stagioni, il campione russo è sempre performante sul cemento e i suoi risultati in questo inizio di stagione inducono all’ottimismo

Daniil Medvedev è stato vittima di una seria crisi nelle ultime due stagioni, avendo faticato ad aggiornare il suo gioco ed essendo stato condizionato mentalmente da alcune sconfitte molto dolorose (quella contro Jannik Sinner nella finale degli Australian Open 2024 su tutte). L’ex numero 1 del mondo ha inanellato una serie di prestazioni davvero scadenti e si è allontanato dalle posizioni di vertice del ranking ATP, oltre ad aver visto svanire gli obiettivi che era abituato ad avere in qualità di top player. Il cambio di coach operato alla fine degli US Open 2025 ha rappresentato una boccata d’aria fresca per lui, che aveva necessariamente bisogno di una svolta per non restare intrappolato in un limbo.
Il vincitore degli US Open 2021 aveva mostrato segnali incoraggianti già verso la fine dello scorso anno, confermando di essere sulla buona strada anche nei primi due mesi e mezzo del 2026. Il campione russo ha già sollevato due trofei in questa stagione, rispettivamente a Brisbane e Dubai, oltre ad aver espresso un tennis più continuo rispetto al recente passato. Reduce dal successo negli Emirati Arabi Uniti e giunto a Indian Wells all’ultimo minuto, il nativo di Mosca ha comunque raggiunto i quarti di finale. Daniil – che vanta due finali nel primo Masters 1000 della stagione – ha piegato l’americano Alex Michelsen negli ottavi ottenendo la sua 237ma vittoria sul cemento dal 2020 ad oggi.
Prendendo in considerazione soltanto questo lasso di tempo, Medvedev è il leader di questa speciale classifica davanti a Jannik Sinner (a quota 229), Andrey Rublev (198), Alexander Zverev (191) e Taylor Fritz (188). Bisogna scendere fino all’ottava posizione per trovare Novak Djokovic (con 167 vittorie), complice la schedule molto ridotta adottata dalla leggenda serba in questa fase della sua carriera. L’attuale numero 1 del mondo Carlos Alcaraz è decimo con 156 vittorie, un numero comunque impressionante se si considera lo spagnolo deve ancora compiere 23 anni.

