Il tennista azzurro si è reso protagonista di una cavalcata straordinaria agli Australian Open e può guardare al futuro con grande ottimismo

Foto di Antonio Milesi

Francesco Maestrelli ha disputato un Australian Open davvero straordinario, partendo dalle qualificazioni ed eliminando un osso duro come Terence Atmane al primo turno. L’azzurro si è così guadagnato la chance di sfidare una leggenda vivente come Novak Djokovic nel torneo in cui ha fatto la storia e non ha sfigurato, benché il punteggio sia stato abbastanza netto in favore dell’ex numero 1 del mondo. Era difficile chiedere qualcosa di più al nostro portacolori, che ha lottato su ogni palla onorando la sua prima apparizione in carriera in un luogo iconico come la Rod Laver Arena di Melbourne.

In conferenza stampa, Maestrelli ha rivelato cosa si sono detti lui e Nole al termine dell’incontro: “L’ho ringraziato per la lezione e lui mi ha fatto i complimenti, aggiungendo che si era divertito a giocare contro di me. Lo stesso vale per il sottoscritto. Ho cercato di restare in campo il più a lungo possibile ed è stata un’esperienza memorabile sotto tutti i punti di vista.” Francesco è entrato in campo con le idee molto chiare: “Nonostante il punteggio, credo di aver sfoderato una buona prestazione. Ho provato ad applicare le idee di gioco che avevamo studiato con il mio team e in parte ci sono riuscito. Quando lui alza il livello c’è poco da fare, ma me ne vado contento di aver fatto una buona prestazione contro una leggenda del suo calibro. Questo rappresenta un punto di partenza per me.”

Il tennista azzurro non dimenticherà mai questa esperienza in Australia: “La qualificazione al tabellone principale e la prima partita vinta al quinto sono i due momenti più speciali di questo Australian Open, ma anche questa partita mi ha lasciato tanto. Ho avuto l’opportunità di affrontare il giocatore più vincente della storia e mentre giocavo sentivo che ci stavo credendo, anche se non posso dire di aver giocato alla pari ovviamente.” Maestrelli può guardare al futuro con grande ottimismo: “Quando tornerò, mi metterò a lavorare su diversi aspetti del mio gioco per fare sempre un pochino meglio. Nole mi ha dimostrato che ci sono ancora tanti margini di miglioramento e sono motivato ad alzare ulteriormente il mio livello.”