Secondo The Atletic, l’ATP avrebbe acquistato alcune licenze dei tornei ‘250’ per mettere in atto una vera e propria rivoluzione nel tour

Il 2028 è un anno che potrebbe cambiare le sorti del tennis mondiale, e rivoluzionare completamente il tour ATP per come lo conosciamo oggi. Il primo dato certo – sul quale non vi può essere smentita – è che proprio a partire da quell’anno ci sarà l’introduzione di un decimo Masters 1000, che si svolgerà in Arabia Saudita. Una novità che avrà una portata rilevante negli equilibri del circuito maggiore, che inevitabilmente dovrà ‘far spazio’ a un evento che vuole essere la punta di diamante di un movimento ben più ampio. D’altronde i sauditi si conoscono, quando decidono di investire lo fanno per essere assoluti protagonisti.
Ed è proprio questo concetto di ‘far spazio’ che porta inevitabilmente a indiscrezioni, voci di corridoio e ipotesi di rivoluzioni. A provare a mettere un punto in questo caos è il The Atletic – sempre bene informato su quanto accade nel mondo del tennis – che racconta di come l’ATP avrebbe provveduto ad acquistare quattro licenze dei tornei ‘250’: nello specifico si tratta dei tornei di Chengdu, Hong Kong, Moselle Open e la Kremlin Cup di Mosca (che però non si svolge più dall’invasione dell’Ucraina). Il condizionale naturalmente è d’obbligo fin tanto che non vi sono annunci ufficiali da parte degli organi competenti, ma a ben vedere l’ipotesi paventata dal The Atletic avrebbe più di un fondamento. Da un lato infatti andrebbe a snellire un calendario fin troppo denso – andando quindi anche incontro alle richieste dei giocatori – e dall’altro creerebbe una sorta di ‘vuoto’, riempito per l’appunto dal ‘1000’ saudita. Inoltre, sembrerebbe che l’ATP, insieme e grazie alla forza economica del fondo SURJ, starebbe trattando anche le licenze dell’ATP 500 di Buenos Aires e del pari categoria di Acapulco.
Da chiarire poi quale potrebbe essere la posizione nel calendario del nuovo Masters 1000. In un primo momento l’ipotesi più accreditata sembrava essere il post Australian Open – con buona pace dei tornei sudamericani a farne le spese – anche se inserire un altro ‘main event‘ tra lo Slam down under e i ‘1000’ sul cemento americano poteva non essere una buona idea. Per questo un’altra possibile soluzione potrebbe essere il tardo autunno, ipotesi che ben si sposerebbe con le licenze dei tornei sopra citati. E dato il carattere non obbligatorio del torneo saudita – che sarà per ora a 56 giocatori – potrebbe consentire a chi lo vuole di allungare ulteriormente l’off season, e dare così ai tennisti più tempo per recuperare e allenarsi in campo. Tanti sono ancora i punti interrogativi intorno a quello che sarà un anno spartiacque per le sorti del tour, e mai come il prossimo anno si attenderà con ansia l’annuncio da parte dell’ATP del calendario della stagione seguente.

