Il numero 2 del mondo ha trionfato in Arabia Saudita per il secondo anno di fila, lanciando un chiaro messaggio a tutti i suoi rivali per il finale di stagione

Foto di Felice Calabrò

Jannik Sinner ha trionfato anche nella seconda edizione del ‘Six Kings Slam‘, confermando il titolo vinto in Arabia Saudita l’anno scorso e intascando un montepremi da capogiro che ha scatenato diverse polemiche. Il numero 2 del mondo – che è dovuto partire dai quarti di finale – non ha lasciato scampo ai suoi avversari, incluso Carlos Alcaraz, che ha dimostrato di avere qualcosa in meno in condizioni indoor ed è stato nettamente battuto in finale. In precedenza, il fuoriclasse azzurro aveva annichilito Stefanos Tsitsipas nei quarti e Novak Djokovic in semifinale, lanciando un chiaro avvertimento a tutti i suoi rivali in vista del finale di stagione.

Il 24enne di Sesto Pusteria sarà impegnato all’ATP 500 di Vienna già questa settimana, prima di disputare il Masters 1000 di Parigi nella nuova sede e le Nitto ATP Finals di Torino (in attesa di comunicare la sua decisione riguardo alle Finals di Coppa Davis a Bologna). In conferenza stampa, l’ex numero 1 del mondo ha risposto ad una domanda di Ubaldo Scanagatta relativa all’importanza di questa vittoria su Carlitos: “Ovviamente questo match non può essere paragonato alla finale di uno Slam o di un grande torneo ufficiale, ma ho lavorato davvero sodo per esprimere questo livello in campo. Credo di aver giocato il mio miglior tennis in questa finale, servendo bene nei momenti importanti e rispondendo in maniera aggressiva. Come avevo detto dopo gli US Open, abbiamo lavorato su alcuni dettagli insieme al mio team e la mentalità ha fatto la differenza. Giocare a questo livello mi rende molto felice.”

Il quattro volte campione Slam ha poi rivelato come gli piacerebbe essere ricordato una volta che la sua carriera sarà finita: “Vorrei che la gente mi ricordasse come una brava persona, con valori sani sia dentro che fuori dal campo. Non mi alleno ogni giorno con l’obiettivo di infrangere record o entrare nella storia, voglio soltanto divertirmi. Vorrei portare sempre un’energia positiva in campo ed essere considerato un atleta corretto. Esibizioni come questa servono anche a portare il tennis in zone del mondo diverse dal solito, poi ci sono anche ragioni economiche ed è inutile nasconderlo, ma i soldi non sono l’unica cosa che conta.” Il tennista italiano non avrà molto tempo per ricaricare le pile dopo questa parentesi in Arabia Saudita, dovendosi subito abituare ai campi di Vienna in vista del suo esordio contro il tedesco Daniel Altmaier.