Sono venti i quarti di finale a livello ‘1000’ raggiunti da Jannik Sinner, il nono giocatore tra quelli ancora in attività a raggiungere questo traguardo

Foto di Ray Giubilo

Sembra impossibile arrestare la corsa di Jannik Sinner nei Masters 1000, che supera anche Alex Michelsen e approda nei quarti di finale del Miami Open. L’altoatesino si è imposto con il punteggio di 7-5, 7-6(4) in poco più di un’ora e mezza di gioco portando così a 28 la striscia consecutiva di set vinti nei ‘1000’ – quattordici partite vinte consecutivamente – e al prossimo turno sfiderà uno tra Terence Atmane e Frances Tiafoe. Con il tabellone che continua ad aprirsi, l’occasione per Jannik di arrivare fino in fondo anche a questo torneo è concreta, per provare a diventare l’ottavo giocatore nella storia a completare il ‘Sunshine Double’.

Sono completamente differenti le premesse del match per Sinner, con Michelsen che al contrario di Moutet predilige di gran lunga gli scambi da fondo e ha nel braccio di ferro una delle principali soluzioni. Ancor più importante per l’altoatesino diventa quindi mantenere un rendimento molto al servizio, così da avere la possibilità di spingere nei game di risposta. Dal canto suo l’americano non sembra voler recitare il ruolo della vittima sacrificale, e così anche lui riesce a tenere piuttosto agilmente il proprio turno di battuta. Il risultato è un primo set decisamente equilibrato, con appena 3 punti vinti complessivamente dal giocatore in risposta nei primi sette game– 2 vinti da Michelsen, soltanto uno da Jannik – e neanche l’ombra di una palla break. A rompere gli indugi ci pensa però l’azzurro, che nel corso del nono gioco si procura le prime palle break: l’americano si trova sotto 0-40, ma è comunque in grado di salvare tutte e quattro le palle break. I tempi per strappare il servizio sono però maturi, e l’altoatesino ne approfitta appena due giochi più tardi: avanti 15-40 Sinner gioca un passante di rovescio che porta all’errore Michelsen, prima di tenere il proprio turno di battuta e chiudere per 7-5.

Il secondo set sembra svilupparsi sulla falsa riga del primo, con i due giocatori che tengono piuttosto agilmente i propri turni di battuta senza concedere occasioni di break. L’americano ha dalla sua il merito di non essersi disunito dopo il parziale perso, giocando di spinta e provando a sorprendere l’avversario non appena possibile. E l’occasione arriva puntuale per Michelsen, che nel sesto gioco si trova 0-40 e con tre palle break a favore: se sulla prima Sinner si salva grazie a una buona prima, sulla seconda arriva un rovescio che finisce a metà della rete, break e 4-2 per lo statunitense. Salito fino al 5-3, Michelsen è costretto a servire contro sole e si ritrova 15-40 e con due palle break da fronteggiare. Jannik capisce il momento propizio e alla seconda occasione utile gioca un bel contropiede con il dritto e strappa il servizio all’americano, 5-4. Senza ulteriori colpi di scena si arriva così al tie-break, con Michelsen che si trova a servire per primo. Uno degli scambi più lunghi e spettacolari dell’incontro portano in dote il mini-break in avvio a Sinner, che poi però mette in campo due seconde non brillantissime e in entrambi i casi a fare il punto è l’americano, che sale così 2-1. Soltanto la versione migliore del numero due del mondo gli consente di rimettere ancora una volta le cose a posto – con due ace consecutivi quando era sotto 2-3 – prima di trovare la risposta vincente di dritto che gli vale il mini-break decisivo prima di chiudere al primo match point utile con un servizio slice.