Sinner è quasi vicino alla perfezione e il campione azzurro prosegue a macinare record e grandi vittorie.

Photo © Ray Giubilo
“La perfezione non esiste..” dice Sinner con sospettata saggezza,”..e al di là dei risultati, il mio obiettivo è quello di esprimere il massimo potenziale, consapevole di dare tutto “. Parole sante che presumono una crescita in continua ebollizione, spesa alla scoperta di quei margini di miglioramento che il sacrosanto beneficio del dubbio porta di volta in volta in superficie.
Cosicché, modifica oggi modifica domani, il tennis dell’altoatesino ha raggiunto il livello che tutti conosciamo, erede di quello atomico di Agassi, Djokovic e pochi altri incontristi di lusso. Stringi là aggiusta qua, il solo servizio è passato dal colpo problematico di qualche anno fa alla macchina da guerra dei giorni nostri, premiando ore e ore di dedizione spese a mettere insieme i minimi dettagli. La stessa applicazione mostrata verso il gioco di volo e il recente inserimento della smorzata quale perfetto cambio di ritmo. E allora mi chiedo, senza alcuna presunzione, se non fosse il caso ampliar la fase evolutiva elevando la postura di gambe busto al di sopra dei rimbalzi medio alti col risultato di dominarli dall’alto e acquistare quel metro in avanti che faciliterebbe l’attacco in controtempo.
” Alla fine..”, dice ancora il numero uno del mondo, “il tennis è come un puzzle e tutto deve combaciare!” Vero, e vista la duttilità del soggetto in questione, chissà chissà che quelle dei colpi da fondo non vadano a incastrarsi perfettamente in un bagaglio tecnico già di per sé straordinario.

