La giovanissima giocatrice russa è tornata a trionfare in un torneo WTA dopo una seconda metà di 2025 piuttosto opaca: cosa ci si può attendere da questa stagione?

Tra gli eventi più significativi della settimana che precede l’inizio degli Australian Open c’è senza ombra di dubbio la vittoria di Mirra Andreeva nel WTA 250 di Adelaide. La giocatrice russa era sparita dai radar del tennis che conta nella seconda parte del 2025, dove ha raccolto appena un paio di quarti di finale e ha mostrato una involuzione importante in termini di gioco e di presenza sul campo. Sul finire della stagione sorprese la sua mancata partecipazione all’ultimo torneo valido per la ‘race’ stagionale, che di fatto ha portato alla sua estromissione dalle WTA Finals senza neanche provare a qualificarsi.
Ora Mirra è tornata, dopo un periodo di pausa che è sembrato quasi ‘fisiologico’, come se la sua incredibile crescita avesse avuto bisogno di un momento di assestamento. Ad Adelaide si è rivista probabilmente quella giocatrice che nei primi mesi dello scorso anno aveva fatto brillare gli occhi a molti appassionati – quando vinse Dubai e Indian Wells uno di seguito all’altro – riuscendo a portare a casa il titolo senza neanche perdere un set. Lecito chiedersi quali possono essere i reali obiettivi per questo 2026, e in questo senso gli Australian Open possono fornire già alcune importanti indicazioni: a livello Slam il suo miglior risultato è la semifinale del Roland Garros, mentre il suo best ranking è al numero 5. Difficile pensare di poter già in questa stagione vincere un Major o scalzare una delle prime quattro giocatrici al mondo, ma fondamentale sarà lavorare sulla testa oltre che sul corpo. In questo senso Conchita Martinez nel suo angolo è una certezza, per provare a smussare ancora di più quei lati del suo carattere che sono ancora caratteristici di una ragazza di appena 18 anni e che non appartengono invece alle campionesse di questo sport.

