La classe 2007 ha provato ad evitare la sospensione provvisoria facendo ricorso, ma la sua spiegazione è stata ritenuta “non sufficiente”

Il clostebol torna a far discutere nel mondo del tennis, con l’ITIA ancora una volta protagonista. L’agenzia internazionale responsabile dell’anti-doping ha infatti comunicato tramite il proprio sito ufficiale di aver comminato all’americana Jessica Eudovic la sospensione provvisoria, dopo essere stata trovata positiva al clostebol a seguito di un teste eseguito lo scorso 1° ottobre durante un torneo ITF a El Salvador. Nello specifico, il campione in oggetto è stato separato in due campioni, A e B, ed entrambi contenevano un metabolita del clostebol, sostanza che come abbiamo imparato a conoscere è vietata ai sensi del TADP, nella categoria degli Steroidi Anabolizzanti Androgeni.
In molti si staranno chiedendo il perché l’americana è stata sospesa in maniera provvisoria in attesa della sentenza definitiva, al contrario di quanto è accaduto nel caso che ha visto implicato Jannik Sinner. Eudovic ha ricevuto la comunicazione della positività al test nella data del 21 novembre, e come previsto dal regolamento si è avvalsa della possibilità di fare ricorso all’ITIA entro 10 giorni da tale data. Il ricorso è stato però respinto il 16 dicembre, con la dott.ssa Tanja Haug che ha definito il ricorso “insufficiente a soddisfare la soglia richiesta per revocare una sospensione provvisoria“.
Eudovic quindi, al contrario di Sinner, non è riuscita a fornire una versione convincente sulle modalità con cui è entrata in contatto con il clostebol, e per questo è stata sospesa provvisoriamente. In attesa della sentenza quindi non potrà disputare nessun match ufficiale e sarà bandita da ogni tipo di evento nazionale e internazionale.

