Tsitsipas-Dimitrov, analisi di un tennis classico-moderno

Un match che da solo valeva il prezzo del biglietto, quello visto ieri al foro fra il greco campione in carica a Monte-Carlo e il bulgaro «incompiuto» ma sempre bellissimo da vedere. Oggi Tsitsipas sfida Khachanov

Foto Ray Giubilo

Il confronto tra Tsitsipas e Dimitrov, da solo vale una giornata al Foro Italico. Come si dice: riscatta il costo del biglietto e fa dimenticare la lotta per il parcheggio. Il match andato ieri in onda sul Grand Stand Arena, fa pace con il tennis amato dal grande pubblico e va ampiamente al di là del risultato. Un tennis moderno a tutto campo, di cui i due campioni amano farsi paladini insieme a pochi altri. Un tennis universale, che non tiene troppo conto di superfici diverse o zone privilegiate del campo, ma richiede bensì spirito di adattamento molto spiccato. Esige anche di avere nelle gambe e nelle corde l' autonomia di una decina di scambi, possibilmente profondi e potenti, entro i quali tenere botta con corpo e mente pronti a fare danni in campo avversario. Senza quella dotazione minima di continuità e ritmo non c'è trippa per gatti: le partite non le porti a casa.
Un concetto che spiega vittoria e sconfitta e rende l'idea circa l'andazzo del bellissimo incontro. Per un set e mezzo, il bulgaro ha accumulato errori di chiusura e di manovra assai prima del fatidico numero sommando troppi errori gratuiti seppure di misura. A metà del secondo la musica è cambiata, Dimitrov ha continuato a spingere ma con un margine maggiore dalle righe e il suo rendimento è pian piano lievitato a livelli di prim'ordine. Data la bellezza il match non poteva che terminare con un tie-break al terzo.Ha vinto l'esuberanza di Tsitsipas ma una «ics» sarebbe stata più esplicativa circa i valori in campo.
Curiosamente, i due condividono anche similitudini: uno stile di gioco classico-moderno in cui il rovescio a una mano fa pendant con un diritto che produce fiammate. Inoltre sono portatori sani di servizio potente e preciso e giostrandosi a rete con grande dimestichezza.
Insomma, ambedue non hanno punti deboli da richiedere interventi urgenti ed esprimono un tennis che non lesina spettacolo. La differenza è nell'età e quando anche il greco avrà raggiunto la trentina del buon Grigor, c'è da giurare che avrà vinto assai di più. Intanto oggi lo vedremo di nuovo all'opera contro Khachanov.

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