dal nostro inviato a Mosca Enzo Anderloni
Riapparigliava grazie a due doppi falli dell’azzurra che spingeva tutto al massimo, ma poi subiva di nuovo Leonessa Schiavone che, in un continuo alternarsi di break e controbreak, saliva alla fine 5-3. Il gioco lo comandava lei. Tirava forte come la Kuznetsova ma era più rapida, più reattiva. A guardarle pareva che se la russa era la numero 2 del mondo l’azzurra doveva essere la n.1. O quantomeno la uno e mezzo. Alla fine teneva con autorità il servizio sul 5-4 e portava a casa il primo set.
La musica non cambiava nel secondo. Stessa prevalenza in tutte le zone del campo, schemi efficacissimi con la povera Svetlana spesso buttata fuori campo sul lato del diritto e trafitta senza pietà a sinistra, la parte rimasta scoperta. Francesca voleva vincere e ci credeva fino in fondo, lo si leggeva in giocate vincenti e autoritarie (molte risposte vincenti, specie incrociate strette dalla zona destra del campo). Lo esemplificava bene il bellissimo passante di diritto in corsa con cui strappava il servizio dell’1-2 all’avversaria. Per giocarlo doveva attraversare tutto il campo in diagonale, ma ci arrivava quasi volando.
Sempre in vantaggio (3-1, poi 5-3), si lasciava sfuggire di chiudere con il servizio a disposizione sul 5-4 costringendoci a un tie break drammatico. Sul primo, servizio Kuznetsova, spingeva appena troppo la risposta di rovescio con la quale voleva preparare un colpo vincente di diritto, avrebbe spiegato poi ai giornalisti. Sul secondo serviva una seconda palla non abbastanza carica e su quella l’avversaria rischiava un bolide di diritto che andava a segno. Due punti dopo invece la russa concretizzava la rimonta e rimandava tutto al terzo set.
Subisce il break, 4-5 e sembra finita. Lo stadio è pronto a saltare in piedi alzando col cuore la Coppa Davis femminile. Fransceca li rimette tutti seduti con un bellissimo controbreak, frutto di una serie di punti giocati con grande aggressività. Ma la Kuznetsova vuol far vedere che non è seconda al mondo per caso e che, anche se si allena in Spagna alla sua Russia ci tiene e come. Combatte da leonessa pure lei e ristrappa la battuta alla nostra più leggiadra felina con racchetta. Quando torna in campo per servire per la Fed Cup non la scoraggia nemmeno uno 0-30 di partenza. Picchia, lotta e alla fina vince lei.
“Chi le può battere queste russe?”, domanda un giornalista inviato dal quotidiano francese L’Equipe, pensando forse alle proprie Mauresmo, Bartoli, Golovin. Francesca lo guarda leggermente di traverso, socchiudendo le palpebre. “Noi – risponde secca – sulla terra battuta di sicuro. Noi possiamo batterle e non so chi altro”. E nessuno apre bocca. I russi la guardano ammirati. Questo sì che è uscire a testa alta.
I risultati di domenica
Kuznetsova b. Schiavone 4-6 7-6(7) 7-5
Vestina b. Santangelo 6-4 6-4
Il doppio non si è disputato

