Un match senza storia per il numero uno al mondo, che torna in finale a Wimbledon per il secondo anno consecutivo

Foto di Ray Giubilo

Serviva alzare il livello per evitare complicazioni, e Jannik Sinner ha risposto presente! Con una prestazione perfetta il numero uno al mondo supera Novak Djokovic con il punteggio di 6-4, 6-4, 6-4 in poco meno di due ore e mezza di gioco, domenica giocherà la seconda finale consecutiva a Wimbledon contro Alexander Zverev! Lo Jannik visto in campo nella giornata di oggi è lontano parente delle versioni – seppur buone – dei giorni scorsi: aggressivo, fluido nei movimenti, solido al servizio e la sensazione di decidere lui che ritmo dare alla partita. Applausi a scena aperta anche per Djokovic, che all’età di 39 anni ha dimostrato ancora una volta il suo valore, costretto a cedere il passo soltanto a un giocatore che, per distacco, è il più forte di tutti in questo momento.

Un inizio di match piuttosto ordinato da parte di entrambi i giocatori, estremamente solidi nei propri turni di battuta e con una velocità media della prima di servizio intorno alle 120 miglia. A uscire per primo dai blocchi è Sinner, che nel quinto gioco si procura la prima palla break dell’incontro: Djokovic è bravo ad annullarla con un bel rovescio in lungo linea, prima di vincere i due successivi punti e salire 3-2. Lo scampato pericolo però non consente al campione serbo di evitare ulteriori guai nei propri turni di battuta, e nel nono gioco si trova sotto 15-40 e altre due palle break da fronteggiare: la prima è un regalo di Sinner che gioca uno smash a campo aperto ma tira la palla in rete, ma sulla seconda gioca un rovescio lungo linea millimetrico che trafigge Nole, break e 5-4. Il campione in carica va a servire quindi per portare a casa il set, obiettivo centrato tenendo a 30 il proprio turno di battuta e chiudendo 6-4 in appena quaranta minuti di gioco. Il dato principale è sulle seconde palle: entrambi ne hanno giocate sette, Jannik ha conquistato il 71% dei punti contro il 14% del serbo.

Il tempo delle ‘fatiche’, anche se minime, arriva anche per Sinner nel corso del quarto gioco del secondo set: sotto 15-30 al servizio, scaglia un ace a 130 miglia e una palla corta perfetta per ribaltare il risultato, 2-2. Djokovic ha provato a fare qualcosa di diverso, provando a variare il gioco soprattutto con il rovescio in back, per evitare di giocare muro contro muro e favorire così l’avversario. Jannik però tiene alti i giri del motore e si procura altre due occasioni di break, ma questa volta il serbo è abile a salvarsi con due servizi scagliati ad altissima velocità. Proprio come il primo set, le occasioni mancate sono soltanto un avvertimento di quello che succederà qualche turno di battuta più tardi: Djokovic si ritrova sotto 15-40 nel settimo gioco, e sulla seconda delle palle break Sinner si inventa un drop shot millimetrico, su cui il serbo non può neanche partire. L’altoatesino tiene a zero il proprio turno di battuta e conquista anche il secondo set per 6-4, con una prestazione di assoluto livello.

Djokovic perde definitivamente il controllo a inizio terzo set, quando a pesare non è soltanto il break ottenuto nel game d’apertura ma la modalità con cui è arrivato: un serve & volley senza convinzione sulla seconda del serbo, letta in maniera troppo semplice dall’altoatesino che può chiudere con agio, 1-0. Il tennis votato all’attacco proposto da Sinner quest’oggi impedisce a Djokovic di entrare nel suo terreno preferito, con un gioco maggiormente di ritmo e dove può far valere la sua abilità sul piano tattico. Nel quarto gioco arriva però d’improvviso la prima palla break in favore di Nole, annullata da Jannik però con l’ace numero undici del match. Il match vice ora una fase piuttosto lineare, complice anche il vantaggio di due set e break dell’azzurro che hanno cristallizzato l’incontro. Si giunge così al momento cruciale, con Sinner che va a servire per il match sul 5-4: ace, smash vincente, ace e l’errore di Djokovic che spedisce l’azzurro ancora in finale a Wimbledon.