L’ex numero 1 del mondo ha affrontato diverse tematiche nel corso di una lunghissima intervista rilasciata a CBS Mornings

Foto di Ray Giubilo

A 39 anni, è sempre più difficile per Novak Djokovic competere per i titoli più importanti. Il serbo è una leggenda immortale di questo sport e il suo livello è ancora altissimo, se si considera che ha raggiunto almeno le semifinali in sei degli ultimi sette Slam disputati (con l’unica eccezione rappresentata dal Roland Garros 2026, dove è stato eliminato da Joao Fonseca al terzo turno). L’ex numero 1 del mondo è perfettamente consapevole che le sue chance di sollevare il 25° Major sono sempre più basse, ma adora troppo la competizione e vuole restare sulla cresta dell’onda fino a quando avrà la giusta motivazione.

Reduce dalla semifinale di Wimbledon persa abbastanza nettamente contro Jannik Sinner, il veterano di Belgrado ha riflettuto sul suo stato di forma in una lunghissima intervista a CBS Mornings. “Io penso soltanto a giocare un buon tennis, sono gli altri che ci tengono a ricordare l’età che ho. E se non lo fanno loro, ci pensa il mio corpo. Sto dando il massimo per riuscire a competere ancora al massimo livello contro avversari molto più giovani di me. Il mio corpo risponde in maniera diversa rispetto al passato, è pura biologia. Dopo il quarto di finale contro Felix Auger-Aliassime a Londra, non sono riuscito a recuperare come avrebbe voluto in vista della semifinale. Non voglio togliere alcun merito a Sinner, che ha vinto il torneo con pieno merito, ma ora è tutto diverso per me.”

Il 24 volte vincitore Slam ha affrontato anche un tema delicato come quello del ritiro: “Penso che sia più vicino che mai. Ci ho pensato diverse volte e non credo che esista un modo perfetto per lasciare. Sento di poter ancora giocare ad alti livelli e i miei risultati lo certificano, ma non c’è dubbio che quel momento si stia avvicinando a grandi passi.”