Il 21enne di Madrid è il primo finalista spagnolo al Croatia Open dopo Carlitos e il più giovane a disputare la finale dopo il murciano e Sinner: “Un onore condividere qualcosa con i due giocatori più forti del mondo”

Il talento spagnolo Daniel Merida, n. 82 del mondo all’inizio della settima ma ora proiettato al n. 72, supera agevolmente l’argentino Roman Andres Burruchaga (n. 67) con lo score di 6-4 6-2 e accede alla seconda finale – dopo Bucarest – della sua giovane carriera, alla settima partecipazione ad una competizione del circuito maggiore. Il madrileno sta confermando le sue grandi doti agonistiche, un tennis aggressivo, coraggioso e solido nonché una lucidità e maturità notevoli per la sua giovane età; sta dimostrando, inoltre, di trovarsi a proprio agio sulla terra di Stellamaris, superficie su cui hanno trionfato tanti campioni di Spagna.
A proposito, Daniel lo sa chi è stato l’ultimo suo connazionale a vincere a Umago? “Ma certo!” risponde divertito Merida, “ho seguito molte volte le finali del torneo e molti dei match giocati qui da Alcaraz. Del resto, ho deciso di partecipare a questo torneo proprio perché ci avevo visto giocare Carlos e per me era un sogno poter gareggiare qui un giorno. Penso proprio di aver fatto la scelta giusta!”. Inoltre, a 21 anni e 10 mesi, Daniel è il più giovane finalista del Croatia Open dopo Alcaraz (campione nel 2021 e finalista nel 2022) e Sinner (vittorioso nel 2022): “Per me è un una cosa davvero speciale, è un onore trovarmi in questa posizione” ha ammesso Merida con un filo di emozione, “ora sono i due giocatori più forti al mondo e, certo, non voglio paragonarmi a loro ma avere questa cosa in comune mi rende molto felice”.
Un percorso estremamente solido e costante fino alla finale, quattro incontri in cui non ha mai concesso un set: “Mi sento molto bene qui a Umago” ha detto Daniel, “con queste condizioni metereologiche e su questi campi ho ottime sensazioni. Sento di aver espresso il mio miglior tennis per tutta la settimana”. Perfino migliore di quello giocato a Bucarest? “Sì, qui mi sento meglio e il mio livello ora è più alto. Sono felice di tutti i match disputati finora qui”. Durante il torneo, nell’angolo del madrileno è presente solamente la fidanzata; assente invece lo storico coach, Israel Sevilla, che lo segue da quando Daniel ha 10 anni: “È vero. Di solito viaggio sempre con il mio allenatore ma il caso vuole che in questa settimana sia in ferie. Una bella settimana per le vacanze! (ride). Ma sono molto felice di essere giunto in finale insieme alla mia ragazza, anche lei mi sta aiutando molto”. C
ome trascorre il tempo libero a Umago, per caso praticando jet sky o altro? “No, in questi giorni non ho tempo di praticare altri sport ma molti anni fa ho trascorso le vacanze in Croazia, mi piace molto venire qui, è un paese che amo e sono molto felice di essere in finale”. E infine, il calcio… Cosa si aspetta dalla finale del mondiale? “Spero nella nostra vittoria e che sia un bella partita. Non so se la mia fidanzata ed io saremo qui o in Spagna. Il mio pronostico? 2-1 per la Spagna e per l’Argentina un gol di Messi!”. Nel frattempo, sabato, ci sarà la sua, di finale. Daniel sfiderà il vincente del match tra Molcan e Dzumhur.

