L’ex numero 12 del mondo ha commentato il trionfo dell’azzurro a Wimbledon, che gli ha permesso di entrare in un ristretto club di giocatori

Jannik Sinner ha trionfato a Wimbledon per il secondo anno di fila, oltre ad aver riscattato la tremenda delusione patita al Roland Garros. Intendiamoci: il 2026 dell’azzurro era stato eccezionale anche senza questa gemma, visti gli innumerevoli trionfi nei Masters 1000, ma il numero 1 del mondo voleva assolutamente difendere il trono a Londra. Dopo un inizio più incerto del previsto, complice anche il mese di inattività dopo Parigi, il 24enne di Sesto Pusteria è salito di livello nella seconda settimana e non ha lasciato scampo ai rivali.
In un’intervista al quotidiano francese L’Equipe, l’ex numero 12 del mondo e attuale direttore del Mutua Madrid Open Feliciano Lopez ha elogiato la forza mentale dell’italiano: “Ha dimostrato ancora una volta una resilienza fuori dal comune. Il Roland Garros non è andato come si aspettava, anzi è stata un’ulteriore delusione dopo il ko dello scorso anno contro Carlos Alcaraz, ma ciò non gli ha impedito di imporsi nuovamente ai Championships. La sua qualità più grande è proprio la forza mentale, oltre alla capacità di rialzarsi dopo una battuta d’arresto.”
Lopez ha considera il successo di Jannik a Londra come qualcosa di scontato: “C’era tanta pressione su di lui, perché non aveva ancora vinto uno Slam nel 2026. Si trattava di un aspetto importante da gestire e Jannik ci è riuscito benissimo. Tutti erano convinti che avrebbe conquistato il Roland Garros senza nemmeno faticare, soprattutto senza Carlos Alcaraz, ma nello sport nulla è mai garantito. Essersi preparato per Wimbledon in quel modo e aver sollevato il trofeo è davvero impressionante.”
Il cinque volte vincitore Slam si sta concedendo una piccola vacanza prima di tornare a lavorare in vista della stagione sul cemento americano. Sinner non ha ancora sciolto – almeno pubblicamente – le riserve circa la sua partecipazione al Masters 1000 di Montreal. Il suo principale obiettivo è naturalmente lo US Open, in programma a fine estate, ma la prospettiva di potersi aggiudicare tutti i nove Masters 1000 nella stessa stagione lo alletta eccome.

