L’ex numero 1 del mondo è pronto a fare il suo ritorno nel circuito dopo una lunga assenza. Roma sarà il suo terzo torneo nel 2026 dopo gli AO e Indian Wells

Da Roma – Novak Djokovic si appresta a giocare il suo terzo torneo stagionale dopo gli Australian Open e il Masters 1000 di Indian Wells. Come ormai da consuetudine in questa fase della sua carriera, l’ex numero 1 del mondo preferisce centellinare i suoi impegni e focalizza tutte le sue energie sui tornei del Grande Slam. La leggenda serba ha dovuto fare i conti con un misterioso infortunio nelle ultime settimane, dovendo saltare tre Masters 1000 di fila (Miami, Monte Carlo e Madrid) e rimanendo in dubbio per gli Internazionali BNL d’Italia fino all’ultimo minuto. Nole non si presenta al Foro Italico di Roma con grandi aspettative, ma con l’obiettivo di giocare qualche match sulla terra rossa in vista del Roland Garros.
Benché la terra sia la superficie su cui Novak fa più fatica in questa fase della sua carriera, il suo livello è ancora molto alto nei Major (come ha dimostrato in Australia ad inizio anno) e l’assenza di Carlos Alcaraz a Parigi alimenta le sue chance. Il nativo di Belgrado sogna di diventare il giocatore più anziano di sempre a conquistare un titolo del Grande Slam ed è per questo obiettivo che lavora ogni giorno, non rassegnandosi dinnanzi all’ascesa dei giovani e al suo fisiologico calo dovuto all’età.
“Sono contento di tornare a giocare un torneo ATP. Anche se mi fa strano dirlo, il mio è un vero e proprio bentornato, dato che ho giocato pochissimo in questo inizio di stagione” – ha esordito Djokovic in conferenza stampa. “Mi sarebbe piaciuto tornare in campo prima, ma un infortunio me lo ha impedito e ho dovuto avere pazienza. Spero di mostrare un buon tennis in un evento con cui ho sempre avuto un legame speciale e vedremo cosa succederà domani” – ha aggiunto il 24 volte vincitore Slam.
L’ex numero 1 del mondo ha riflettuto anche sulla ‘guerra’ in atto fra i giocatori e gli Slam, con i primi che hanno minacciato il boicottaggio se le cose non cambieranno presto. “Chi di voi segue il circuito da un po’ di tempo, sa benissimo come la penso su questo argomento. Condivido in pieno le richieste che sono state fatte dai ragazzi e dalle ragazze della nuova generazione. Sono stato presidente del Council, ma non avevamo alcun potere all’epoca, e poi ho fondato la PTPA qualche anno fa con l’obiettivo di migliorare questa situazione. Le persone devono capire che l’intento di tale iniziativa non è quello di garantire ancora più soldi ai top player, bensì di aiutare i tennisti di seconda fascia ad avere più garanzie dal punto di vista economico. Come ho ripetuto una miriade di volte nel corso degli anni, il tennis è l’unico sport popolare in tutto il mondo in cui soltanto una ristrettissima fetta di giocatori percepisce compensi adeguati.”
Nole si è infine espresso su Jannik Sinner, che sta attraversando un momento di grazia ed è appena diventato il primo giocatore nella storia a conquistare cinque Masters 1000 di fila. “Stiamo parlando di un campione straordinario, che ha già fatto cose impressionanti alla sua età. Se riuscirà a vincere tutti i 1000 almeno una volta? Ce la farà al 100%, gli manca soltanto Roma. Ha ottime probabilità di completare l’opera già quest’anno” – ha chiosato il serbo.

