La nazionale guidata da Filippo Volandri sta riscrivendo la storia della competizione, che seppure in un formato che non convince sta dimostrando il suo valore sul campo

Foto di Ray Giubilo

La premessa è d’obbligo, anche se retorica: la Coppa Davis non è più quella di una volta. Questa premessa, tuttavia, vale per tutti, e l’Italia sta dimostrando sul campo di essere la prima potenza mondiale. Con il successo di Bologna, l’Italia diventa la prima nazionale a sollevare la Coppa Davis per tre anni consecutivi da oltre cinquant’anni: gli ultimi a riuscirci erano stati gli Stati Uniti, che ne vinsero addirittura cinque di fila tra il 1968 e il 1972. Spesso si è discusso di come il nuovo format adottato a partire dal 2019, con due singolari e un doppio, potesse favorire una nazionale piuttosto che un’altra, e in più di un’occasione si è detto che non rappresenta il reale valore delle squadre che scendono in campo.

Anche in questo senso, tuttavia, l’Italia ha fatto registrare un piccolo record nell’edizione 2025: è la prima nazionale ad alzare la preziosa insalatiera senza perdere neanche una partita, da quando nel 1972 è stato abolito il Challenge Round. Infatti in tutti e tre i tie disputati, gli uomini di Filippo Volandri non hanno mai avuto la necessità di ricorrere al doppio, perdendo solamente due set in tutto il torneo.

Allargando lo sguardo all’intero movimento, coinvolgendo quindi anche la nazionale femminile, l’Italia entra in un club ristrettissimo: soltanto tre nazionali – Australia e Stati Uniti le altre due – hanno vinto per più di una volta Coppa Davis e Billie Jean King Cup nella stessa stagione.