L’ex campione argentino ha dato un prezioso consiglio a tutti coloro che voglio spezzare l’egemonia di Carlitos e Jannik

Foto di Ray Giubilo

Da due anni a questa parte, tutti si domandano quale sia la ricetta per spezzare il dominio di Carlos Alcaraz e Jannik Sinner nei tornei più importanti. Lo spagnolo e l’azzurro sono stati dominanti soprattutto negli Slam, ma hanno fatto la voce grossa anche nei Masters 1000 grazie al loro mix di talento e continuità. Il margine che hanno scavato rispetto alla concorrenza ha assunto proporzioni davvero enormi e nessuno sembra in grado di contrastarli nel futuro prossimo, a meno che qualche giovane stella non bruci le tappe in maniera inaspettata. Il 19enne brasiliano Joao Fonseca ha già mostrato sprazzi di talento cristallino, ma ha ancora bisogno di un po’ di tempo per ambire a vincere un Major o un 1000.

In una lunga intervista concessa ad ‘AFP‘, l’ex campione argentino Juan Martin del Potro – che ha dovuto competere con i Big 3 per tutta la sua carriera – ha dato un prezioso consiglio a tutti coloro che vogliono spezzare il duopolio Sinner-Alcaraz: “Durante l’epoca dei Big 3, pochissimi giocatori sono riusciti a conquistare titoli importanti. Allo stesso modo, non ci sono molti ragazzi in grado di battere Alcaraz e Sinner in questo momento. Loro due si sono aggiudicati gli ultimi nove Slam e sembrano nettamente superiori a tutti gli altri. Prima di sconfiggere Roger Federer per la prima volta, avevo perso sei volte contro di lui. Lo stesso discorso vale nei confronti di Rafael Nadal e Novak Djokovic. Devi affrontarli a viso aperto e imparare a poco a poco come contrastarli.”

‘Delpo’ ha poi ricordato la sua impresa contro Federer a New York nel 2009, che gli ha consentito di vincere il suo primo e unico Slam. “Ho realizzato un sogno di infanzia quel giorno, perché Roger era il grande favorito. Aveva conquistato gli US Open per cinque anni di fila e tutti si aspettavano il sesto titolo. Io avevo 20 anni e interruppi la sua striscia nella Grande Mela. Quel successo ha cambiato sia la mia carriera che la mia vita.”