La due volte vincitrice Slam ha espresso considerazioni abbastanza forti sulla situazione sociale negli USA, che ha raggiunto livelli di massima allerta

Coco Gauff ha avuto un inizio di stagione certamente inferiore alle aspettative, faticando più del previsto a giocare un buon tennis e mostrando anche qualche segnale di nervosismo. La stella americana sta cercando in tutti i modi di rimettere ordine nel suo gioco, ma evidentemente c’è bisogno di tempo e pazienza affinché tutti i pezzi del puzzle vadano al loro posto. La numero 4 del mondo ha sicuramente una grande chance nel WTA 1000 di Dubai, complici le pesanti assenze di Aryna Sabalenka e Iga Swiatek che hanno preferito saltare la trasferta negli Emirati Arabi Uniti. La testa serie numero 3 – che ha avuto un bye al primo turno – farà il suo esordio quest’oggi contro la russa Anna Kalinskaya.
Oltre ad essere un’eccellente giocatrice, Gauff è molto coinvolta anche nel sociale e non ha paura quando si tratta di esprimere opinioni forti. Sua nonna – Yvonne Lee Odom – è stata un’attivista molto importante e ha trasmesso a sua nipote la passione verso certe tematiche. In conferenza stampa prima del suo debutto a Dubai, la campionessa statunitense ha ammesso che non le piace cosa sta succedendo nel suo Paese: “Non è facile svegliarsi e accettare ciò che sta accadendo negli USA. Non è giusto che le persone muoiano per strada per il solo fatto di esistere. Mi dispiace tantissimo apprendere certe notizie, perché tengo profondamente al mio Paese. Qualcuno pensa il contrario, ma si sbaglia di grosso. Sono davvero orgogliosa di essere una cittadina americana.”
Coco è andata avanti: “Non è necessario identificarsi con i valori o le decisioni di chi comanda per dimostrare di tenere al proprio Paese. Ci sono moltissime persone che condividono ciò in cui credo, vale a dire diversità, inclusione ed uguaglianza.” La due volte vincitrice Slam non si vergogna di esprimersi su argomenti slegati dal tennis: “Parecchia gente è convinta che non dovremmo dire la nostra opinione su questioni politiche o sociali, ma è giusto esplicitare il nostro punto di vista di fronte a certi episodi. I giocatori che scelgono di non commentare ne hanno il pieno diritto e li rispetto, ma io preferisco rispondere sempre con onestà e schiettezza. Sono temi che fanno parte della mia esperienza di vita.”

