Neanche i cori della Lazio hanno distratto Flavio Cobolli, che è andato a prendersi la vittoria con Atmane per volare al terzo turno

Foto di Ray Giubilo

ROMA – Un vero e proprio scherzo del destino, quello che è andato in scena sui campi del Foro Italico nell’incrocio tra calcio e tennis. Flavio Cobolli, super tifoso romanista, costretto a giocare proprio mentre nell’adiacente Stadio Olimpico si cantava l’inno ufficiale della Lazio. Uno smash sbagliato proprio mentre lo speaker recitava la frase ‘La prima squadra della capitale’, a suggellare un pomeriggio iconico, che però per Cobolli resta speciale grazie alla vittoria in due set su Terence Atmane. “Ho sentito i cori della Lazio, ma è giusto così. Io sono della Roma ma non vedo cosa più bella che cantare l’inno della propria squadra”.

Tornando alla partita, quella giocata e vinta contro Atmane, Cobolli spiega come il risultato era la cosa più importante oggi. “Sono soddisfatto in primis del risultato, ci tenevo davvero tanto. Con il team non abbiamo parlato molto della partita, mi hanno detto di divertirmi e di godermi il torneo, e penso di esserci riuscito”. Al prossimo turno la sfida con Tirante, con quel sogno di calcare il campo Pietrangeli almeno una volta. “Il mio sogno più grande resta giocare sul Pietrangeli, ma non ho alcun tipo di pretesa o richiesta. Il torneo sono sicuro che farà il meglio per me e sono pronto a giocare su ogni campo”.

Per Flavio si è trattato della prima vittoria su questi campi dopo l’unica ottenuta nel 2024, ma l’esperienza accumulata non cancella le emozioni di giocare nella propria città. “Ogni volta che giochi qui al Foro è una esperienza nuova, per me è come se fosse sempre la prima volta. Sicuramente le partite che ho giocato nell’ultimo anno mi hanno aiutato a gestire meglio la situazione”.