L’ex numero 6 del mondo ha esordito in Florida con una convincente affermazione su Muller, in attesa di sfidare Sasha Bublik al secondo round

Foto di Ray Giubilo

Matteo Berrettini ha iniziato la sua ‘run’ al Miami Open con il giusto piglio, come dimostra la brillante affermazione sul francese Alexandre Muller al primo turno. Non era un debutto così scontato per il veterano azzurro, che ha assolutamente bisogno di ritrovare le migliori sensazioni in questa fase della stagione. Il Masters 1000 di Indian Wells ha fugato i dubbi sulle sue condizioni fisiche, ma ora bisogna lavorare sul livello di gioco per essere competitivo a lungo termine. L’ex numero 6 del mondo sente di poter dare ancora qualcosa al nostro sport e ha già dimostrato di poter essere molto pericoloso su tutte le superfici quando sta bene.

Il secondo Masters 1000 della stagione è importante per il 29enne romano anche in termini di classifica, visto che Matteo deve provare a difendere i quarti di finale raggiunti nella passata edizione (quando fu sconfitto da Taylor Fritz al termine di una battaglia elettrizzante sull’Hard Rock Stadium). Il finalista di Wimbledon 2021 se la vedrà al secondo turno con l’imprevedibile kazako Alexander Bublik, accreditato della testa di serie numero 10. Ai microfoni di ‘Sky Sport‘, Berrettini ha espresso le sue sensazioni su questo match: “Sarà una partita molto diversa rispetto al nostro primo scontro diretto, che risale a tanti anni fa, quando eravamo due giocatori completamente differenti da adesso.” L’azzurro ha proseguito: “Ci conosciamo abbastanza bene, ci siamo allenati spesso assieme e lui sta attraversando il miglior momento della sua carriera in termini di costanza. La sua classifica è decisamente migliorata ed è in fiducia, ma io so cosa posso fare su questa superficie. Sarà un incontro con pochi scambi, ma divertente da giocare.”

The Hammer‘ ha iniziato il suo 2026 sulla terra rossa, avendo partecipato alla ‘gira sudamericana‘ dopo il forfait agli Australian Open per infortunio. Come era lecito aspettarsi, Matteo ha avuto bisogno di tempo per carburare e i risultati nei primi tornei non sono stati per nulla brillanti. La sua condizione sta migliorando con il passare delle settimane e non è un segreto che la stagione su erba rappresenti il fulcro del suo 2026, nella speranza che gli infortuni lo lascino finalmente in pace consentendogli di trovare un minimo di continuità.