Il romano aggiunge un altro torneo alla sua programmazione per riavvicinarsi alla forma ottimale. Ci saranno anche Sinner, Musetti e altri due azzurri

Matteo Berrettini ha impiegato diverso tempo per mettersi alle spalle le scorie fisiche e mentali della sconfitta al primo turno di Wimbledon, preferendo concentrarsi sul lavoro quotidiano senza forzare eccessivamente i tempi. L’ex numero 6 del mondo ha saltato l’ultimo Major stagionale a New York ed è rientrato durante lo swing asiatico con risultati altalenanti, ma fornendo anche segnali positivi considerato il lungo stop. Il giocatore azzurro è stato impegnato all’ATP 250 di Stoccolma questa settimana, dove è stato sconfitto in due set dal francese Ugo Humbert dopo aver liquidato il suo connazionale Giulio Zeppieri all’esordio. L’ex finalista di Wimbledon è ancora molto lontano dalla condizione ideale, ma sembra essersi finalmente messo alle spalle gli infortuni e i dubbi che lo attanagliavano.
Il romano – che occupa attualmente la 61ma posizione in classifica – deve utilizzare l’ultima parte di questa stagione per riacquisire ritmo e confidenza, sperando magari di convincere il capitano dell’Italia Filippo Volandri a convocarlo per le Davis Cup Finals, in programma a Bologna il mese prossimo. Nel frattempo, Matteo ha ricevuto una wild card dagli organizzatori del prestigioso ATP 500 di Vienna, che scatterà il 20 ottobre con una entry list di tutto rispetto.
Berrettini non sarà l’unico azzurro di scena in Austria, ma ci saranno anche il numero 2 del mondo Jannik Sinner (trionfatore nel 2023), Lorenzo Musetti (a caccia della qualificazione per le Nitto ATP Finals di Torino), Flavio Cobolli e Luciano Darderi. A meno di sorprese dell’ultima ora, la testa di serie numero 2 dovrebbe essere il tedesco Alexander Zverev, che non riesce proprio a ritrovare il suo miglior tennis e dovrà difendere il titolo al Masters 1000 di Parigi a breve. Il campione tedesco ha accusato un infortunio alla spalla durante il ‘Six Kings Slam‘ in Arabia Saudita, venendo sconfitto da Taylor Fritz nei quarti in meno di un’ora.

