L’ex numero 6 del mondo tornerà a disputare un ottavo a livello Slam a tre anni di distanza dall’ultima volta. I segnali indicano che Matteo è davvero tornato

Foto di Ray Giubilo

PARIGI – Ma sì, è anche per provare ancora una volta certe emozioni, per sentire addosso i brividi di un match così intenso e altalenante, che Matteo Berrettini non si è mai arreso, ha sempre provato a rialzarsi dopo ogni caduta, anche la più rovinosa. «Dopo il match point, nella mia testa sono passate tante cose – ha detto Matteo in conferenza stampa – ho dubitato un po’ troppo di me nell’ultimo anno, anche se ho avuto un supporto incredibile dalla mia famiglia, dagli amici e dal mio team. Confesso di aver pensato a volte di non poter tornare a certi livelli, magari credevo nel mio tennis ma non troppo nel mio corpo, è per questo che alla fine ero molto emozionato perché ho dimostrato di nuovo di poterlo fare, che posso lottare e divertirmi in campo».

Cinque ore e tredici minuti di battaglia, due match point annullati, una partita davvero epica. «Sentivo che c’era casino, non capivo nemmeno se tifavano per Comesana o per me però continuavo a dirmi che mi meritavo di stare lì, in campo, a lottare, che le cose buone sarebbero arrivate. Non so cosa abbia fatto la differenza, forse il fatto che non giocavo qui da 5 anni e volevo godermi un match in più. Sono felice della partita, ho retto per cinque set, malgrado lui giocasse benissimo, avrà sbagliato tre palle in cinque ore. Sono contento soprattutto perché mi sento bene mentalmente e fisicamente, una cosa che fino a poche settimane fa sembrava impensabile».

Dopo tre anni (Wimbledon 2023) Berrettini è tornato agli ottavi di uno Slam. «So cosa ci vuole per andare avanti in uno Slam ma non mi succedeva da tanto. All’inizio del torneo non avevo grande fiducia, me la sto costruendo. Avevo bisogno di una partita così. Le mie armi preferite, il servizio e il dritto, stanno funzionando e fisicamente mi sento bene». Nell’ennesima rinascita di Matteo, numero 105 del mondo (ma è già sicuro di ritrovarsi tra una settimana almeno attorno al 74° posto del ranking) un ruolo importante lo ha svolto Thomas Enqvist, ex numero 4 del mondo, il nuovo coach svedese al lavoro con lui da qualche mese. «Mi ha dato la fiducia che mi mancava, una cosa non scontata. Ha sempre creduto nella qualità del mio tennis, in campo ha continuato a spingere nella direzione giusta, dopo il terzo set che ho perso mi ha detto “dai che il quarto è il nostro set”. Lui e Bega hanno svolto un gran lavoro, insieme naturalmente a quel biondo lì (il fratello Jacopo, presente alla conferenza stampa, ndc), che mi sta dando una grande mano…»