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Caso Cecchinato: il processo inizierà il 9 aprile

A margine dell'ultima udienza Bracciali-Starace, abbiamo appreso la data d'inizio del processo sportivo a carico di Marco Cecchinato. Il siciliano è indagato per la sconfitta contro il polacco Kamil Majchrzak al challenger di Mohammedia, lo scorso ottobre. L'ipotesi della Procura è che il match non si sia svolto in modo regolare, poiché dalla sconfitta di Cecchinato qualcuno ci avrebbe guadagnato grazie al betting. Oltre a "Ceck", il medesimo sospetto (violazione degli articoli 1 e 10 del Regolamento di Giustizia FIT) verte su Riccardo Accardi, 22enne siciliano residente in Lombardia e classificato 3.4. La prima udienza dinnanzi al Tribunale Federale si terrà sabato 9 aprile. In teoria, quel giorno Marco dovrebbe fare il suo esordio nelle qualificazioni del Masters 1000 di Monte Carlo. (Ri. Bi.)

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Bolelli subito KO a Miami: vince Taylor Fritz

Si pensava che il riposo dopo la Davis ci avrebbe consegnato un Simone Bolelli in gran spolvero, invece il bolognese è stato eliminato al primo turno del Miami Open. Il "Bole" ha ceduto con un netto 6-4 6-2 al baby americano Taylor Fritz, il più giovane tra i top-100 ATP. Non c'è stata storia: Simone ha perso il servizio già al primo game e ha rischiato un passivo ancora più pesante, poiché Fritz si era trovato 0-40 sul 3-1 in suo favore e servizio Bolelli. Nel secondo, Simone teneva i primi due turni di servizio ma poi subiva un parziale di cinque giochi che lo condannava dopo appena 71 minuti. Miami non porta troppa fortuna a Simone, che tre anni fa si ruppe il polso proprio in questo torneo. La sua avventura a Crandon Park proseguirà con il doppio: insieme ad Andreas Seppi, sfiderà Nadal-Verdasco nella tarda serata italiana di giovedì.

 

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Cambio nazionalità: piange Aljaz Bedene, ride la Gavrilova

Aljaz Bedene ha perso la causa d'appello con cui aveva chiesto l'eleggibilità per il team britannico di Coppa Davis. Il comitato dell'ITF, riunitosi a Miami, ha ritenuto che Bedene non rispetta i requisiti di eleggibilità. 26 anni, numero 57 ATP, è nato in Slovenia e l'ha rappresentata tre volte in Coppa Davis prima di prendere la cittadinanza britannica. Tali presenze gli precludono di giocare: lo scorso anno è entrata in vigore una norma che impedisce ai giocatori di rappresentare un paese dopo aver già giocato per un altro. Bedene, che ha incassato la solidarietà di Michael Downey, amministratore delegato LTA, ha detto: "Sono triste. Adesso dovrò valutare la mia situazione prima di decidere i passi da percorrere in futuro". Stessa decisione per Maxim Dubarenco, moldavo che voleva giocare per la Bielorussia, mentre è stata fatta un'eccezione per Daria Gavrilova: la russa ha ottenuto la cittadinanza australiana e potrà rappresentare il suo nuovo paese sia in Fed Cup che alle Olimpiadi. 

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Serena Williams: “Non toglietemi il Miami Open”

In un editoriale apparso sul New York Times, Serena Williams ha chiesto che il Miami Open possa apportare i miglioramenti strutturali che gli permettano di sopravvivere. Nonostante sia stato approvato un investimento di 50 milioni e un referendum popolare abbia dato esito positivo, i piani sono bloccati a causa di una famiglia del posto (i Matheson) che ha ancora potere decisionale sul luogo. Senza l'autorizzazione, il torneo rischia di traslocare. Serena ha trascorso buona parte della giovinezza in Florida e ha detto di aver assistito al torneo sin da piccola. "Prima del 1985 gli unici tornei combined erano gli Slam, ma nella sua edizione inaugurale il Miami Open ha rotto tale convenzione e ha ospitato sia uomini che donne, peraltro offrendo lo stesso montepremi sin dalla prima edizione". Un tempo era considerato il Quinto Slam, oggi è stato certamente superato da Indian Wells, ma Serena continua a vederlo come il torneo di casa. "Lasciare Miami sarebbe un duro colpo per lo sport, la città e la sottoscritta – ha scritto Serena – il torneo possiede alcune unicità e spero che si possa lavorare insieme per migliorare la situazione e garantirne la sopravvivenza". 

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Azarenka: “Più forte ora di quando ero numero 1 WTA”

La recente vittoria a Indian Wells ha esaltato Victoria Azarenka. Parlando con il sito WTA, la bielorussa ha spiegato le grandi sensazioni di questi giorni. "Sono molto felice di poter fare quello che voglio sul campo da tennis. Mi muovo nel modo in cui desidero e vedo i miglioramenti nel mio gioco. La cosa mi esalta, mi motiva e vedo che funziona contro le più forti". Funziona talmente bene che le ha permesso di battere Serena Williams. Nonostante tutto, la bielorussa è convinta di avere ancora margini di miglioramento. "Sapere di poter crescere ancora mi esalta. Mi aiuta a svegliarmi ogni mattina e continuare così. In questo momento non c'è altro che io voglia fare, voglio darmi la chance di inseguire i miei sogni". Le manca un exploit Slam da parecchio, ma ritiene di essere più forte oggi rispetto a quando era numero 1 WTA, anche grazie a un nuovo team che comprende coach Wim Fissette, lo sparring Sascha Bajin (ex di Serena Williams) e un nuovo fisioterapista. "Trovo un modo per vincere anche quando le cose non funzionano – ha concluso – ho migliorato il servizio, sto meglio sl piano mentale e il mio team non si pone limiti. Questo è molto importante, perché così sono perennemente circondata da energie positive". 

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