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ATP Montreal: Fognini KO in poco più di un’ora

E' durata 63 minuti l'avventura di Fabio Fognini alla Rogers Cup di Montreal. L'azzurro si è arreso a Gael Monfils con un netto 6-3 6-1, ma il risultato è stato parzialmente bugiardo. Nel primo set, infatti, Fognini ha avuto diverse chance per rimettere in piedi la partita. Nel complesso, ben 6 palle break (una sull'1-0, quattro sull'1-2, un'altra sul 3-4). Non le ha sfruttate, mentre Monfils è stato chirurgico nell'approfittare di ogni occasione. A fine primo set, Fabio ha chiesto l'intervento del fisioterapista per un problema al polso destro. Forse condizionato dal problema, ha commesso troppi errori e il secondo set è filato via rapidamente. Dopo l'eliminazione di Seppi, dunque, tutti gli italiani in gara a Toronto sono già fuori. La speranza è che abbiano più fortuna a Cincinnati, dove peraltro Fognini deve difendere i quarti conquistati l'anno scorso. 

ATP MASTERS 1000 MONTREAL – Primo Turno
Gael Monfils (FRA) b. Fabio Fognini (ITA) 6-3 6-1

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Anche Petra Kvitova ha la mononucleosi!

Petra Kvitova ha finalmente capito il perché di tante difficoltà: mononucleosi. La famosa "malattia del bacio", che negli ultimi anni ha colpito molti tennisti, le è stata diagnosticata una settimana fa. Nonostante questo, le hanno comunque dato il permesso di giocare a Toronto. Petra ha spesso faticato sul cemento all'aperto, tanto da saltare Indian Wells e Miami 2015 per un generale senso di spossatezza. La stagione sembrava aver avuto una svolta positiva con la vittoria a Madrid, ma poi sono tornati i problemi. "A Eastbourne mi sono ritirata perché avevo il mal di gola e gli antibiotici non hanno fatto effetto. Allora abbiamo capito che si erano indebolite le difese immunitarie. Abbiamo fatto nuovi test ed è emerso il problema – ha detto la numero 4 WTA – è dura guardarsi indietro, ma ho finalmente capito tante cose successe nei mesi scorsi. Oggi non sono al 100%, ma sono in condizione di giocare". Non si contano più i tennisti vittima del problema. I casi più gravi sono stati quelli di Mario Ancic e Robin Soderling, costretti addirittura al ritiro (anche se lo svedese non ha ancora alzato bandiera bianca).

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Nadal: “Ma quale ritiro: io voglio migliorare!”

Rafa Nadal ha già esordito al Masters 1000 di Montreal, vincendo un buon match di doppio insieme a Fernando Verdasco contro Sock-Berdych. Il maiorchino ha spiegato di non aver mai pensato al ritiro nei momenti difficili vissuti nel 2015. "Di sicuro ho percorso più strada di quante me ne resti – ha detto lo spagnolo – ma non sto pensando al ritiro. Lavorare giorno dopo giorno è il mio modo di pensare". Rafa ha il forte desiderio di aggiungere ancora qualcosa alla sua carriera. "Ho la giusta motivazione, nessun pensiero di smettere. Mi sveglio ogni mattina con la voglia di migliorare. Quando non ce l'avrò più, allora sarà il momento di lasciar perdere". Rafa ha comunque detto di non aver cambiato il suo approccio sorridente alla vita. "Non ho perso il sorriso: non c'è una sola ragione per farlo, nemmeno se dovessi perdere 100 partite di fila in futuro".

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Nishikori e il vecchio incubo del Project-45

Kei Nishikori è numero 4 ATP, ma fino a qualche anno fa il suo obiettivo era raggiungere la 45esima posizione. Si tratta del famoso "Project 45", il cui scopo era migliorare il numero 46 raggiunto da Shuzo Matsuoka negli anni 90. Prima di lui, Matsuoka era stato il miglior giapponese dell'Era Open. Nishikori ce l'ha fatta nel 2011, quando la semifinale a Shanghai lo spinse al numero 30. "E' stato un incubo – ha detto Dante Bottini, coach di lunga data di Nishikori – soprattutto per lui. Sentiva una forte pressione. Gli dicevamo: 'Se vinci questo match è fatta', e capitava che perdesse da 6-2 2-0. E' stato davvero un incubo". Ma quando l'obiettivo è stato raggiunto, si è messo tutto alle spalle. Adesso è numero 4 ATP, vanta una finale Slam allo Us Open 2014 e, secondo Bottini, diventerà numero 1. "Non sto dicendo che accadrà quest'anno, ma di sicuro è uno dei suoi obiettivi". Del team Nishikori fa parte anche Michael Chang.

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Si rivede Alex Corretja: entra nel team di Giraldo

L'ultima esperienza di Alex Corretja non era stata troppo felice: capitano della Davis spagnola nel 2012 e nel 2013, lasciò con qualche polemica. Adesso torna al fianco di Santiago Giraldo. Lo spagnolo affiancherà lo storico allenatore Felipe Beròn e cercherà di risollevare la carriera del colombiano, sceso al numero 62 ATP. "Ringrazio Alex per la fiducia: siamo entrambi molto motivati per questa fase della mia carriera. Sono convinto che la sua esperienza e i suoi consigli porteranno cose molto positive". Non è la prima volta che Giraldo e Beròn si affidano a un consulente esterno: l'ultimo era stato Fernando Gonzalez, ma non era andata benissimo. Tra il 2008 e il 2011, Corretja aveva ricoperto un ruolo simile nel team di Andy Murray. 

 

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